estratto da Il correttore
di Elisabetta Liguori

- Allora, Nicola? L’hanno ammazzato; non è una morte accidentale! –
- E no, certo che no. Vorrei vedere io! Trent’otto coltellate!–
- Una cosa di preti? –
- Non possiamo dire ancora.-
- Secondo me: i preti. E’ chiaro scusa: a quell’ora il negozio era chiuso e qualcuno è entrato dal retro, mentre la vittima spazzava in terra. Hai detto che c’era un passaggio interno tra la curia ed il negozio, no? Sono entrati da lì. Chi altri vuoi che frequenti una libreria come quella; cosa vende? Bibbie rilegate in pelle umana? Dai: è’ un caso facile. -
- Non è facile, Angela. Adesso così, al telefono, è chiaro! La fanno tutti facile a parole, appena si parla di ammazzamenti. Che fai? parli come le signore in fila al supermercato? Anzi, ti dico io, questa è una faccenda per la quale la procura ci perde la faccia.–
- Fosse una cosa americana mi diresti ” non preoccuparti baby, lo prenderemo!” –
- Non ti preoccupare: lo prenderemo, baby! –
- Meraviglioso! –
- Ripeto? Baby, baby…-
- Sublime. –
- Di nuovo? Se vuoi…? –
- No, basta così. -
- Già finito? Miseria, che rapidità. -
- Sarà complicato gestire i rapporti con la Chiesa. Lo immagino: ci vorranno grandi doti di diplomazia. Brrr… Non vorrei essere al posto vostro. I preti sono tosti. Peggio dei magistrati sono. Scusa…senti una cosa: ma la porta, quella interna, era aperta? –
- Bella domanda. E finalmente! Sono lieto che almeno tu ti preoccupi dello stato delle porte. Il problema è che i carabinieri non sanno cosa rispondere ad una domanda tipo questa. Ci pensi? Loro sono arrivati per primi sul posto, e non sanno niente di porte. Pazzesco: sono arrivati lì per una segnalazione di un passante che aveva sentito degli strani rumori. Già questo dico io: strani rumori, cioè? Che roba è strani rumori? Sono arrivati? Bene: non si ricordano se la porta era chiusa a chiave o no, se dall’interno, o se dall’esterno. Sono venuti che cercavano i rumori. –
- Assurdo. –
- Ecco, non si ricordano nemmeno se le luci, nei diversi ambienti, erano accese o spente. Quelli, saranno stati in cinque, arrivati a breve distanza li uni dagli altri, sono entrati lì, hanno visto il cadavere e ooooh, che spavento, che orrore. E non ci hanno capito più nulla; hanno cominciato ad aprire porte, chiudere porte, accendere luci, spegnere luci. A casaccio.–
- Ma sono pazzi? Era il primo cadavere per loro? –
- Non so io; e che ne so? ma no, dai, non credo. –
- Hanno toccato qualcosa? -
- Sì, con i guanti però, per carità. Ma hanno inciso ugualmente sull’ambiente, anche se non hanno lasciato impronte. Mica esistono solo i polpastrelli, dico io! Sì, buonasera: per quelli esistono solo le impronte, non sanno pensare ad altro che alle impronte. Altro che facile. -
- Quindi? -
- Niente. Hanno cominciato da subito con gli errori. Ecco qui. E non se ne sono nemmeno accorti. Se facevi domande, quelli: spallucce. E dire che noi della procura ci siamo precipitati sul posto prima che fosse troppo tardi. Mentre quelli lì a far danni. –
- E sei arrabbiato per questo? –
- Non so. Dovrei secondo te? –
- No, non credo. –
- E infatti. -
- Hai detto che un tipo ha sentito rumori? –
- Sì, uno che passava. L’hanno pure interrogato: aveva sentito dei rumori strani provenire dal negozio. Non era chiusa la serranda, ma dice di non aver visto niente. Nessuno che entrava, nessuno che usciva. Hanno tirato giù i suoi dati. Per sentirlo di nuovo. Non si sa mai. Sono importanti gli ultimi istanti prima del trapasso. O no? Dobbiamo interrogare un sacco di gente. Rumori dice quello, mica urla, no dice testualmente rumori. Ma come sono i rumori, chiederei io? Sono tonfi, sono sedie che suonano sul pavimento, sono oggetti che cadono e si rompono, o cadono ma non si rompono? –
- L’hai sentito tu, quello dei rumori strani? –
- No, ma non conta; era uno di passaggio. Bastavano i carabinieri per lui.-
- Perché non l’hanno fatto sentire a te? Così cominci a fare qualcosa di serio. –
- Bastano i carabinieri per quello lì, ti ho detto… -
- Nessuno entrava, nessuno usciva. Hai visto che è questione di preti? I preti stavano già dentro. -
- Quali preti? –
- Non so: un prete. –
- Ma quale prete? -
- Nessun altro elemento? –
- Per ora, nadadenada. Ti ho detto: quello delle pulizie, la proprietaria, le figlie. Basta. Hanno sentito i passanti, perché, è chiaro, si cerca qualcuno che frequenti abitualmente quella zona, quella strada, che possa aver visto qualcosa. anche per via dei rumori. –
- Perché? –
- Come perché; che ne so perché? Per cominciare. C’è stata qualche dichiarazione interessante, come quella storia della vecchia. –
- C’è una vecchia? –
- Sì, una vecchia, ma ci vogliono riscontri. Già da domani mattina. Per ora piedi di piombo, come avrebbe detto mio padre. –
- Tuo padre non avrebbe detto così. –
- E cosa avrebbe detto mio padre? –
- Non questo. Non so. Tu tendi a modificare l’interpretazione della realtà a tuo favore. –
- Cioè? –
- Lasciamo stare. –
- Senti qui: la cosa è complessa, c’è poco da fare o dire. Ci sarà molto da lavorare questa volta, l’ha detto pure Ietta; molto da lavorare. Quindi… -
- Allora non torni venerdì? Ringraziamo sua eccellenza per questo. Del resto, se lavori lontano da casa lo dobbiamo agli amorevoli consigli di sua eccellenza il Padre Nostro. Il tuo. Vorrà dire che lavoro anch’io il fine settimana. Resto in studio; non torno nemmeno a mangiare a casa. Tanto… –
- Ne abbiamo parlato un mare di volte; credevo che avessimo trovato un’intesa, che avessi capito che era una mia esigenza; che mio padre non c’entra un tubo.-
- Ma dico io: non ti manca il tuo ambiente? Ma a chi appartieni davvero tu? –
- E chi ha detto che non mi manca? -
- Faceva schifo il cadavere?–
- Il cadavere non faceva propriamente schifo; era invadente piuttosto. Cioè, ti spiego meglio: se c’è un corpo sul pavimento, non c’è nient’altro. Il corpo è dappertutto. Non è che poi il corpo, così come era, potesse raccontare molto dei fatti accaduti. Uno scempio. Troppe ferite, soprattutto sul volto, fanno pensare ad una collera esplosa all’improvviso, al desiderio prepotente di cancellare qualcosa. –
- Secondo te, l’assassino doveva essere un tipo robusto, cioè uno con una buona dose di forza nella braccia? -
- Un uomo. Magari due. Non si sa, non si sa niente. Non si può dire se è stato colto alle spalle, né se si è difeso. Se è rimasto dietro il bancone dove era o ci è finito in un estremo tentativo di salvarsi dalla furia del assassino. Tutto sommato, un cadavere ridotto così, fa abbastanza schifo.-
- Residui organici sul corpo? Tipo sudore, saliva, altre fibre o moccio dal naso? –
- Tanto ci sono i Ris. -
- Ma come è possibile che in casi come questi non si trovi mai? –
- Chi, l’assassino? –
- No, parlo dell’arma del delitto. –
- Ah. -