tratta da Inferno minore
di Claudia Ruggeri
napoli l’ebbi strana ed il porto
e le sbronze testuali dove il verso inscenò
cose strette e altissime ed un naso
così in disordine ebbe la sposa a guardarla
dalla giostra e che voce che corre che erra che manca
che debolezza poca poca memoria e poi altro splendore
ancora altro dimora altro si splende si strega si ride
nella torre: “t’avrei lavato i piedi
oppure mi sarei fatta altissima
come soffitti scavalcati di cieli
come voce in voce si sconquassa
tornando folle ed organando a schiere
come si leva assalto e candore demente
alla colonna che porta la corolla e la maledizione di gabriele
che porta un canto ed un girare intorno di corona ma lontana
poi che mossa un’impronta si smodi ad otto tentacoli poi che ne escano letorture. Io
t’avrei parlato basso” parlò così la sposa la distanza
che per l’ultimo lutto le diedi
i modi esatti del poeta
se per le voci appena sbarcate si producevano memorie false
e per le luci s’era formato un Castello a guardare napoli
dall’alto e fu il primo nome che per lei si finse
che mi confuse – questa la sposa come la scala che porta la sposa
che porta ai soffitti a spiare diventava rotonda,
maniaca. dove si vide poi Imperatrice:
per la danza intorno per le vesti similmente
a festa per altro che tornava era mutata.
o Matto ormai la carta si fa tutta parlare
ora che senza metapare un caso
la fronte così premuta bianca
tra i colori per forza dèsta
bianca la sacca bianca da respirare profondo
in tanta fissazione di contorni: ma lui che sa
dentro i castelli giardini
fiorire e che può il salto così inutilmente e inutilmente
cambiare attitudine: ma i giardini si nascondonon con precisione
dove cerca la larva del suo femminino l’arresto
l’appartenenza inevitabile all’immagine all’inevitabile
distensione delle terre trascorse delle altre ancora
da nominare chiamarle una poi l’altra tutte
le terre perfette nella mente perfetta di nomi che portano alla memoria
o la stravagano – inutilmente non sarà stato libero
ormai non so quale maniera prima
suscitava il suo ingresso quale vacanza
il verso potrebbe ormai portarsi dove questa primissima
ebbe gli abbracci bianchi degli atleti e le cadute erano finte,
passeggere. Il verso potrebbe significare
la sua morte esatta. crescono ricini presso ninive
ecco, vedi, come sviene