
tratto da Carnezzeria
di Emma Dante
:::
Nina si scopre le gambe, si mette il rossetto, si scioglie i capelli e, per eccitare i suoi maschi in calore, acchiappa al volo una pelliccia e la indossa con sensualità. In un lampo, la sposa diventa puttana e dal pancione martoriato escono piume d’uccello. Nel trambusto, tra pellicce e piume, si consuma l’orgia. Nina urla e i tre, esausti, si inginocchiano ai suoi piedi. L’incantesimo si rompe e la partoriente, piegata dal dolore, lentamente si rialza, tenendo avvinghiati a sé i suoi tre cani.
NINA: (Agli invitati in sala mentre si massaggia la pancia). Questo bambino è buono! E’ già la terza volta che vuole uscire. Ma io lo trattengo e lui va a dormire. “Non è ora”, gli dico! “Non è ora! Zio Paride dice che dobbiamo aspettare”. (Mentre continua ad accarezzarsi la pancia, gli canta una ninna nanna per farlo addormentare). Questo bambino è santo! Una notte ho fatto un sogno: ho sognato delle grandi ali dorate e quando Paride mi ha svegliata ero tutta bagnata.
Pausa
Io e Paride dormiamo nello stesso letto. Nel letto matrimoniale, quello dei miei genitori. Ogni tanto pure Ignazio e Toruccio ci vengono a trovare. Dormiamo tutti insieme.
Pausa
(A Paride). Mio marito mi vuole bene, vero Paride?
PARIDE: (Si alza e si allontana con vergogna). Ti ama.
NINA: (A Toruccio). Mio marito è magro, vero Toruccio?
Toruccio si alza e si allontana
NINA: (A Ignazio). Ed è pure bello, perché anche l’occhio vuole la sua parte, non si dice così, Ignazio?
Ignazio si allontana
NINA: Pure io gli voglio bene, anche se non l’ho mai visto. Perché mio marito mi rispetta!