Ora che è amputato il nostro amore
ricucimi sino all’istante del nuovo incontro.
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Tutto il tuo corpo è magnete
attaccato al dentro che m’irradia.
Vacillo al risucchio del sangue:
rotoliamo sotto il letto
tra le folgori della stretta morsa.
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Non negarmi l’impeto vocale,
la sussultoria scossa della voce.
Dammi parole al sapore d’ardesia,
un filo di suoni a cui aggrapparsi
nel trapasso della luce.
r.a.