Claudio Morici: La terra vista dalla luna (Bompiani, 2008): recensione

Claudio Morici: La terra vista dalla luna (Bompiani, 2008)

di Rossano Astremo

È al suo terzo libro lo scrittore romano Claudio Morici. Dopo “Matti slegati” (Stampa Alternativa, 2003) e “Actarus. La vera storia di un pilota robot” (Meridiano Zero, 2007), giunge nelle librerie “La terra vista dalla luna”, romanzo edito da Bompiani. Protagonisti della storia Simon e Antonella, due ragazzi conosciutisi all’interno di un ospedale psichiatrico. Finiti lì per ragioni diverse, il primo perché totalmente perduto tra le sue paure, la seconda perché vittima di un’overdose di allucinogeni, i due stabiliscono una strana e quanto mai improbabile amicizia. Quando Antonella fugge in Messico, Simon, da anni rinchiuso nella sua cameretta, suo punto di vista privilegiato su un mondo verso cui nutre un odio viscerale, decide di raggiungerla. La sola traccia che Simon possiede per poter scovare l’amica è rappresentata da alcune email da lei inviate a tutti i suoi amici nelle quali chiede denaro per aiutare senzatetto e portatori di handicap conosciuti nei suoi vagabondaggi. Una volta in Messico Simon si scontra con tutta quella realtà di giovani viaggiatori dei paesi ricchi che, con Lonely Planet sottobraccio, inseguono percorsi di vita alternativi, senza prendere coscienza del fatto che quel momentaneo abbandono dei cliché occidentali altro non è che anticonformismo divenuto luogo comune, talmente globalizzato da essere logo facilmente riconoscibile. Il viaggio di Simon s’infittisce di eventi e rivelazioni, esilaranti e tragici, fino al finale che non t’aspetti.

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