L’importanza di essere Morrissey (Isbn, 2010): recensione di Rossano Astremo

L’importanza di essere Morrissey
di Rossano Astremo

Isbn manda in libreria un testo fondamentale per i cultori di uno delle figure essenziali della scena musicale degli ultimi trent’anni. “L’importanza di essere Morrissey”, questo il titolo del volume, curato da Paul A. Woods, giornalista e scrittore britannico, che ha al suo attivo libri scritti su Tarantino, Lynch, Burton e Scorsese, è una raccolta di 28 conversazioni con l’ex leader degli Smiths, a partire dal 1985 sino ai giorni nostri. Attraverso le parole del ragazzo di Manchester che con i suoi testi pieni d’amore e nostalgia, ironici, taglienti, e mai scontati, ha incantato più di una generazione, si passa in rassegna il suo amore amore per Oscaw WIlde e James Dean, l’ambiguità dei suoi testi, il suo rapporto con la politica, la sua battaglia contro gli abusi sugli animali, il suo costante conflittuale dialogo con i giornalisti, tutta la sua verità sulla fine degli Smiths, con gli strascichi legali dello scioglimento della band avvenuto nel 1988, la rinascita della sua carriera da solista, gli anni delle difficoltà passate a trovare una etichetta discografica in grado di pubblicare la sua musica senza porre vincoli d’ogni sorta, la costante vicinanza dei suo fan, accresciutisi in numero con il trascorrere degli anni. Queste conversazioni, rilasciate a giornalisti di testate quali New Musical Express, Q, The Observer, Mojo, Hot Press, Sounds, sono un modo per i cultori di Morrisey di passare in rassegna la propria discografia, con riferimenti costanti ai suoi singoli migliori, Panic, Hand in Glove, There Is A Light That Never Goes Out, Bigmouth Strikes Again e l’elenco sarebbe davvero destinato ad allungarsi all’infinito. D’altro canto, per chi non è ancora entrato in contatto con Morrissey e la sua musica, “L’importanza di essere Morrissey” può essere un buon viatico per innamorarsi di quest’uomo raffinato, elegante, originale, sensibile, poetico, cinico, sarcastico ed inimitabile. Chi vi scrive, come avrete notato, è un morrisseyano convinto.

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