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una poesia di Elizabeth Bishop

INSONNIA
di Elizabeth Bishop


La luna nello specchio del comò
guarda milioni di miglia lontano
(e forse con orgoglio, a se stessa,
ma non sorride, non sorride mai)
via lontano lontano oltre il sonno,
o forse è una che dorme di giorno.
Se l’Universo volesse abbandonarla,
lei gli direbbe di andare all’inferno,
e troverebbe una distesa d’acqua
o uno specchio, sul quale indugiare.
Tu dunque metti gli affanni in un sacco
di ragnatele e gettalo nel pozzo
nel mondo alla rovescia dove
la sinistra è sempre la destra,
dove le ombre in realtà sono corpi,
dove restiamo tutta notte svegli,
dove il cielo ha tanto poco spessore
quanto è profondo il mare e tu mi ami d’amore.

Intervallo: Moltheni, Nella mia bocca

Andrea Ferrari, H (Fazi, 2008); Fabio Stassi, La rivincita di Capablanca (minimum fax, 2008)

Due voci fuori dal coro: Andrea Ferrari e Fabio Stassi

di Rossano Astremo

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C’è una forte decadenza di stile in molti romanzi scritti in Italia negli ultimi anni, un appiattimento che rende molte storie simili a sceneggiature cinematografiche: pietanze veloci da consumare in fretta e da digerire quanto prima. Sempre più spesso mi capita di restare fortemente deluso al termine della lettura di un romanzo di uno scrittore italiano. A questo aggiungo anche il fatto che cosa ancora più snervante è l’immagine che lo scrittore (in particolare il giovane scrittore) da di sé. Come se essere scrittori oggi sia una scelta quasi sociale e non il gesto radicale di una mente solitaria che dalla sua posizione appartata ci dona il suo punto di vista sul mondo. Il fatto è che oggi ci tocca Baricco e non ci sono più i Bianciardi di una volta. Fatta questa premessa, vi parlo di due libri che, a mio modo di vedere, hanno alcuni elementi in comune, ponendosi in netto contrasto con l’idea di letteratura di cui sopra. I libri in questione sono “H” (Fazi, 2008 ) di Andrea Ferrari e “La rivincita di Capablanca” (minimum fax, 2008 ) di Fabio Stassi. Sono due romanzi che non parlano del presente, entrambi scritti seguendo l’idea di leggerezza di calviniana memoria (l”a leggerezza è qualcosa che si crea nella scrittura, con i mezzi linguistici che sono quelli del poeta”), sono entrambi carichi di magia e sospensione e se fossero usciti nel tempo in cui la storia è narrata nessun percorso di senso sarebbe franato.

Sia Ferrari che Stassi avevano già dimostrato di possedere grandi capacità narrative nei loro precedenti romanzi, superandosi in quest’ultima prova. Ferrari ci parla di H, quest’isola divisa in due dal gioco delle maree, in cui la comunicazione tra gli abitanti avviene attraverso l’utilizzo della posta pneumatica, in cui sonno e veglia sono barriere dalla percezione sfumata, in cui l’amore è sottoposto a ferree logiche di sincronia ed iterazione che ne determinano il suo realizzarsi o, in caso contrario, il suo impantanarsi.

E’ ancora lo sport al centro del romanzo di Stassi. Questa volta il gioco degli scacchi. Stassi riprende un lavoro incompiuto di Gesualdo Bufalino e descrive gli ultimi mesi di vita di José Raúl Capablanca, il più grande scacchista cubano di tutti i tempi, che fu bambino prodigio e conquistò il titolo di campione del mondo nel 1921. Amato dalle donne e rispettato dagli avversari, almeno fino a quando non fu scaraventato giù dal trono troppo presto per mano di un suo ex amico, Aleksandr Aljechin, il miglior giocatore di Russia. La storia di Capablanca è la storia del loro duello. L’offesa di una seconda occasione sempre rinviata. Con un finale sorprendente. Gli scacchi sono un pretesto, ancora una volta, per scoprire non solo le vicende esistenziali di un campione, ma il fascino che, in più di un’occasione, offrono gli scacchi come metafora della vita. Perché, come scriveva Bufalino: “Non sono un gioco, gli scacchi. Sono guerra, teatro e morte.. Cioè, tutt’intera la vita”.

Haiku degli scacchi

Ho mosso i pezzi della scacchiera

con strategia di pura difesa, sul cammino

di nere notti e bianchi giorni.

r.a.


Jocanda Art ospita Distanze: reading del sottoscritto, martedì 29 aprile ore 19,30

Jocanda Art

ospita

Distanze

Martedì 29 aprile ore 19.30

piazza Regina Margherita 19, int 5

Roma

Per chi non vi fosse ancora capitato, Jocanda propone una collettiva degli artisti ospitati fino ad ora. I contrasti sulfurei delle fotografie di Luciano Rignanese; i ghigni striscianti delle icone di Luigi Massari. Il lavoro materico di Gianni Fava e il sintetico distacco di Gennaro Branca. Bato, le sue speculazioni sospese e le complementari visioni al femminile di Erelin e Lucia Lacirignola. Un breve resoconto di Jocanda fino a qui. Una pausa.

Una lettura per conciliare la riflessione e riattivare un percorso.


Il reading:

Distanze

di Rossano Astremo

“Che tutti i sogni parlino della tua assenza,

questo chiedo prima della chiusura

delle palpebre, del lento perdersi

del vigore della respirazione,

che tutto sia un continuo dialogo

con l’oblio rinato in altro loco.”

da Distanze

Dove prima c’era un corpo, ora rimane solo il suo riflesso.E’ la mancanza lo stato d’animo predominante nei versi di Rossano Astremo. Una mancanza fatta di corpi fragili e di emozioni sintetiche che si incatenano ad ogni pensiero trasformandolo in vecchia pellicola, consumata dagli sguardi. I versi di Distanze si muovono in un labirinto sterilizzato al confine tra sonno e veglia. Un rosario di sensazioni oscilla ossessivo tra piacere e disgusto, lasciando fiato solo ad un’ultima preghiera: che il risveglio sia l’unica verità possibile. Distanze ha il sapore di una storia d’amore agli sgoccioli, prossima all’ossessione, che si nutre dei suoi avanzi e si rigenera nel suo racconto. La fotografia di una distanza fisica che va scomparendo in distanza mentale.

Rossano Astremo, nato nel 1979, è di Grottaglie (Ta). Attualmente vive a Roma. È giornalista pubblicista. Scrive per Il Nuovo Quotidiano di Puglia. Ha pubblicato le raccolte di versi, Corpo poetico irrisolto (Besa, 2003) e L’incanto delle macerie (Icaro Editore, 2007), e il saggio Jack Keroauc. Il violentatore della prosa (Icaro Editore, 2006). Suoi testi critici e creativi sono sparsi su riviste cartacee, webzine e antologie.

Per contattarlo: http://vertigine.wordpress.com; rossanoastremo@libero.it.