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Alexandra Petrova: una poesia

Pubblicato da vertigine su Settembre 15, 2007

 

tratta da Altri fuochi

di Alexandra Petrova

E allora come mai che prima si sentiva
e adesso più niente?
Il macchinista gira
il macchinista oscura
il nastro bianco sporco.
Nel giardino del sangue
sono entrati in massa
corpuscoli inopportuni.

Ah fermati, portami con te
bella libellula.

Insieme, in elicottero
scuciremo i confini di questa carne,
che rimanga adesso fredda nel passaggio.

Su, su
psicuccia, psichina. E ora che c’è?
Vola!

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