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una poesia di Angelo Maria Ripellino

Pubblicato da vertigine su Maggio 12, 2007

 

Una grande nuvola dipinta
di Angelo Maria Ripellino

In ogni goccia di tinta è il presagio
d’una grande nuvola dipinta,
ogni timida gabbia è solo un plagio
dell’immensa, inutile arca biblica.

Il tramonto si gonfia in un’arancia
che schizza sul mondo bagliori rossicci,
è una giostra di lèmuri la ràncida,
livida notte di sporco traliccio.

Tra le ciglia lunghissime ogni donna
sorride come una mummia di Menfi,
le trombe d’oro sono sempre l’ombra
di lontani soli incandescenti.

Tutto somiglia e si ripete. Gli alberi
s’accartocciano in forma di violini,
su cui il vento suona i suoi ballabili,
imperlati di gocce smeraldine.

La nostra vita è una ricerca assidua
di nascoste e preziose affinità:
spuntano come le orecchie di Mida,
svelando il magico della realtà.

Noi versiamo nei suoni e nei colori
un rigoglio di accese somiglianze,
perché sia il verso analogia di gioia
e il quadro identità della speranza.

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una poesia di Angelo Maria Ripellino

Pubblicato da vertigine su Aprile 7, 2007

 

TUTTO SI PERDE

di Angelo Maria Ripellino 

Tutto si perde in un vischioso, amorfo
disperato brulichio di amebe,
in un nauseante pantano di miele.
Tutto s’ingolfa in un giallo, in un putrido
magma di cisposa fanghiglia,
naufraga nella morchia d’una gora,
tra un funesto corale di gufi.
Tutto il tuo fervore, la tua fretta
d’incollare i frantumi della vita,
tutto l’entusiasmo con cui edifichi
in ore felici viadotti di immagini,
teatrini di parole imbellettate,
tutto è corroso dall’indifferenza,
dalla pigrizia, dal cruccio di chi ti circonda.
Tutto s’accartoccia e si deforma
nello specchio ricurvo dell’accidia,
tutto raggela in un abulico stupore,
come una vecchia città spaventata.
E intanto da ogni piega dello spazio
ammicca, guercio e beffardo, il Burlesco,
intanto squilla sempre più vicina
la lunghissima tromba del Giudizio.

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