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Vertigine su Cannibali.it

 

Blog: i diari del terzo millennio dei net-scrittori pugliesi

di Daniele De Luca [deluca@cannibali.it]

Per quelli che negli anni 80 avevano tra i 6 e i 10 anni, sbirciare nel diario dei fratelli nascosto sotto il cuscino o schiacciato tra libri e quaderni, era un rito obbligato: forzare il lucchettino che serbava innominabili (presunti) segreti era una piccola educazione sentimentale. Un pomeriggio sul web a navigare tra i blog è un ripercorrere quel rito, ma senza il brivido del proibito (cioè senza lucchetti), senza magia, pur se con qualche scoperta interessante. La linfa vitale del blog, diario del terzo millennio, rimane senza dubbio il suo doppio status di confidente intimo da un lato e di documento visibile ed aperto a tutti dall’altro. Un invito a leggere i propri pensieri-segreti che evoca una sorta di voyeurismo al contrario.
In Italia i blog sono migliaia, e a decine se ne aprono ogni giorno o si spengono per poi ricomparire dopo uno standby di settimane o mesi. Sfruttando il motore di blogItalia.it e technorati.it risultano più di 800 blog in Puglia (numero ovviamente che difetta di tantissimi non censiti), molti anche ben posizionati nella classifica dei più cliccati.
Ma aldilà delle visite, dalla Puglia contiamo almeno due esempi emblematici di come dal blog si possa fare un salto decisivo verso la notorietà. Da Foggia, il brillante blog di Pulsatilla [http://pulsatilla.splinder.com] è divenuto il trampolino di lancio per l’autrice Valeria Di Napoli (nella foto), foggiana appunto, entrata in un circuito tradizionale come quello dell’editoria classica: la casa editrice Castelvecchi infatti, ha pubblicato e ben pubblicizzato il suo libro d’esordio “La ballata delle prugne secche”, una sorta di autobiografia ricalcata sul blog, attivo dal 2003 e contraddistintosi subito per freschezza giovanilistica, immediatezza ed una certa ironia. Il libro è stato un successo, attestandosi 7° in classifica per molte settimane nel 2006.
Da un’altra sponda, più legata alle dinamiche web, ai new media ed alle possibilità di letteratura in rete è l’esperienza di Rossano Astremo che ha pubblicato diversi titoli tra web ed editoria salentina, collaborato con varie testate tra cui musicaos.it ed è animatore del cliccatissimo blog [http://vertigine.wordpress.com]. Astremo ha la forte consapevolezza di aver superato la dimensione propria del blog come diario personale: “io ho utilizzato il blog non con finalità diaristiche, ma propriamente letterarie” scrive. Ad oggi, il suo, è un repertorio interessante su quanto avviene in ambito letterario e non. Notevoli i lavori sparsi per il web e lo spazio ormai ‘storico’ di Manila Benedetto [http://www.pproserpina.net] che il 20/12 festeggia il settimo anno di vita del proprio blog. L’autrice compariva, con altri diciassette blogger, in quella pubblicazione einaudiana di circa tre anni fa a cui si deve lo sdoganamento del mondo blogger: “La notte dei blogger” , curato da Loredana Lipperini che ha dato la possibilità ai net-autori di misurarsi con la pagina scritta ‘tradizionale’ (con risultati francamente alterni).
Una vera net-gallery e simultaneamente spazio di raccolta di “poesie, racconti e letteratura postmoderna” è un altro blog, barese [http://thecatswillknow.splinder.com]: un open space per chiunque voglia proporre le proprie opere incomprese. Forse tra i più provocatori ed intriganti blog del panorama pugliese (se ci è concesso, è il nostro preferito) “Volevo essere Fassbinder” [http://fassbinder.altervista.org]: da Taranto riflessioni varie e colorite, mai banali (suggeriamo la categoria “non-sense”) su politica, donne, musica… Il sito è molto frequentato e vanta un numero notevole di post e commenti, uno dei metri di valutazione più sinceri della vita effettiva di un blog. Da Bari, oltre all’esperienze in qualche maniera autoriali o strutturate [www.manualedimari.it o http://squilibri.splinder.com] segnaliamo un blog nato da pochi mesi la cui autrice mostra un piglio aggressivo, scanzonato, molto ironico, “politicamente scorretto” che ne rende piacevole la lettura: [http://ilmorsodellavipera.blogspot.com].
E poi c’è Anna che ci dice tutto, ma davvero tutto, sulla musica giapponese [http://j-music.splinder.com], mentre le ricette di fiordizucca (“quasi trecento ricette, piú di tremila commenti, oltre centotrentamila visitatori” scrive su [http://fiordizucca.blogspot.com]) sono ormai un must (ma mancano gli alcolici!), come gli appuntamenti, le news musicali e le curiosità intellettuali del blog leccese Postman Ultrachic [http://postmanultrachic.splinder.com].
Ma uno sguardo che sia davvero democratico, come l’etica blog si vanta d’essere, non può dimenticare i non baciati dalla classifica e quindi esperienze più ingenue ed estemporanee. Sono i blog nati da uno sfogo, da un’amore al capolinea, da un abbandono (con relativa lagna) o da un rapporto che nasce (con annessa rassegna mielosa dei pregi del partner). Ma sono i veri protagonisti di questo “bloggismo dal basso” sono gli adolescenti: il blog con le versioni di latino da condividere, ossequiose parafrasi e citazioni dei libri di Moccia, i testi delle canzoni, il tradimento della migliore amica, la foto rubata al più bello della scuola, e via così. Anche questo è blog.

su TELLUSfolio si parla di questo spazio e non solo

Vertigine nello scantinato

di Stefano Guglielmin

Due autori che hanno in comune la convinzione che il blog non sia una piazza dove lavare panni e alimentare fuochi, bensì un luogo in cui esporsi con intelligenza. Più battagliero e conosciuto il blog di Rossano Astremo, quello di Iole Toini sta emergendo piano piano, mettendo sempre più in luce la qualità delle sue proposte.

Vertigine

http://vertigine.wordpress.com

Rossano Astremo è un giovane poeta di Grottaglie (TA), militante sin da quando, con due amici, distribuiva gratuitamente una fanzine di poesia nelle biblioteche universitarie e nelle librerie leccesi. Vertigine, che ha più di tre anni, naviga sulla stessa onda, e prende il nome da «un piccolo progetto editoriale cartaceo», di cui sono usciti sei numeri autoprodotti dal 2003 al 2005 e un’antologia con inediti nel 2006.

«Sin dal principio – si legge nel link Vertigine: la storia – ho utilizzato il blog non con finalità diaristiche, ma propriamente letterarie. Col passare del tempo il blog Vertigine è divenuto altro. Oltre ai post informativi riguardanti i contenuti, le presentazioni, le modalità d’acquisto della rivista cartacea, il blog è divenuto contenitore di recensioni, poesie, racconti, mie e non solo, segnalazioni di libri da poco stampati e di eventi letterari degni di nota. Leggere il mio blog voleva dire (e vuol dire), quindi, entrare in contatto con i miei gusti letterari, con le mie passioni e le mie ossessioni». Poco interessato alla bagarre della blogsfera, Astremo vive appartato nel suo giardino virtuale, snobbando i commenti zuccherosi e proponendo poeti e narratori di tutto rispetto (non di rado legati all’esperienza beat), ogni tanto dilettandosi in sapide considerazioni sull’utenza notturna (vedi il post dell’11 maggio 2007) o inserendo articoli e interviste legate al suo ultimo libro, L’incanto delle macerie (Icaro 2007), una claustrofobica esperienza d’amore in un mondo in sfacelo osservato dal televisore. Riguardo alla funzione dei blog, ha un’idea chiara; rispondendo ad un’intervista di Christian Sinicco uscita su Absolutepoetry (blog del quale ci siamo occupati nel settembre 2006), Astremo risponde: «Mi sembra che i lit-blog svolgano, con le dovute gerarchie del caso, il ruolo nel passato svolto dalle terze pagine dei grandi quotidiani (riflessioni critiche su romanzi e testi poetici), e dalle riviste novecentesche (quello di proporre al grande pubblico autori di talento). Inutile ricordare che Saviano ha pubblicato i suoi primi reportage su Nazione Indiana». Non tutti condividono questa posizione (si veda per esempio un commento del 24/06/07 di Giuseppe Cornacchia – fondatore del «portalino» Nabanassar – in Blanc de ta nuque: «Per me i blog andrebbero chiusi tutti: sono fuffa che distoglie dal testo duraturo, buoni a menare il can per l’aia e a illudere disperati a vario titolo»), ma certo è quella che meglio favorisce le potenzialità comunicative del mezzo, specie quando l’utenza giornaliera sia aggira, come capita a Vertigine, sulle 600 unità.

Nello scantinato, l’alveare

http://alveare.splinder.com

Un blog vissuto come «un laboratorio che serve principalmente a me, per imparare. E per comunicare. Il web è diventato il sostituto dei vecchi club letterari, dove solo pochi privilegiati dell’ambiente potevano entrare a farne parte e godere delle cose che si muovevano all’interno. Ora per fortuna la cultura può essere di tutti, e a vari livelli»: si presenta così Iole Toini, bionda quarantenne delle prealpi bergamasche, che ama «Dostoevskji, la sua gente fradicia di vita; e Virginia Woolf, il suo snobismo conclamato, la bellezza aguzza, la prosa così densa di poesia; Sylvia Plath, feroce e diamantifera, e la Sexton, col rosso rivelato della bocca». Una lingua tagliente, la sua, lo si vede anche dalle belle poesie che scrive e che pubblica in questo blog dall’ottobre 2005. Con una media mensile di sei post e una cinquantina di passaggi giornalieri, Iole lascia spazio anche ai libri di poesia che le piacciono, senza però azzardare letture analitiche, forse per sfiducia nei propri strumenti critici: «mi mancano le basi per potermi dedicare con serietà a questa passione», dice con eccessiva modestia, ma credo che presto si cimenterà anche con questa esercizio terrestre, non facendole difetto né intelligenza né umiltà: doti entrambe necessarie, per un approccio ai testi che non sia prevaricante. La passione di Iole Toini per la poesia e per la vita è evidente anche nell’avatar che ha scelto: il mezzo volto angelico di Mildred Fish Harnack, l’americana traduttrice di Goethe, ghigliottinata in Germania nel 1943, dopo un’intensa attività nella Red Orchesta, il fronte interno antinazista.