poesia di febbraio

 

Inedito

di Rossano Astremo

Io ho tra le mani la sola carne,

tua, t’appartiene, di nessun altro,

sola carne di pelle in deriva,

umidi bagliori dei miei occhi,

ciechi al contatto con la sola carne

che t’appartiene, di nessun altro,

tua, come tua è la preghiera,

l’incanto di parole svanite

nell’alto che più alto è nulla,

svenimenti, contorsioni, nulla,

sola carne che s’adagia tra le labbra,

le mie, quelle che dicono, svaniscono,

lasciano spazio all’immagine, tua,

della tua carne che si fa ideogramma,

tutto il resto è silenzio: silenzio.

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