l’uomo invisibile

 

tratto da L’INCANTO DEL LOTTO 49

di Thomas Pynchon 

Oedipa filò nel bagno, che si rivelò provvisto anche di spogliatoio, si spogliò in fretta e cominciò a mettersi tutto quel che poteva degli indumenti che si era portata dietro: sei paia di mutande a colori assortiti, reggicalze, tre paia di calze di nylon, tre reggiseni, due paia di calzoni elastici, quattro sottovesti, un tubino nero, due abiti estivi, cinque o sei gonne a trapezio, tre golf, due camicette, una vestaglia trapunta, una veste da camera azzurrina e un vecchio mumu di orlon. E poi braccialetti, spillette, orecchini, un pendente. Le sembrò di metterci delle ore per indossare tutto, e quando ebbe finito faceva fatica a camminare. Commise l’errore di guardarsi nello specchio grande, vide un pallone da spiaggia con i piedi e rise con una tale violenza che perse l’equilibrio e si portò appresso un flacone di lacca per capelli sul lavabo. Il flacone picchiò sul pavimento, qualcosa si ruppe e con una grande onda di pressione il qualcosa cominciò ad atomizzarsi propellendo il barattolo a tutta velocità in giro per il bagno.

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