editor sì o editor no?

 

L’editor e lo scrittore

di Carla Benedetti

Questa volta, caro lettore di romanzi, recensisco un risvolto di copertina. Sì, la striscetta di carta che si ripiega, dove stanno i brevi testi di contorno, marginali ma non superflui. Il libro è Non muore nessuno, romanzo di esordio di Sergio Claudio Perroni, editor, agente letterario e traduttore (Bompiani, p. 217, E.  15,00).

Se mi interesso al “paratesto” è perché in questo caso parla molto di più del “testo”. Le tre righe di biografia sulla bandella costituiscono un evento, che mi pare giusto segnalare. Eccole: “editor di alcuni fra i romanzi di maggior successo degli ultimi anni, Caos calmo, Le uova del drago“. Cioè, al posto dei propri libri l’autore elenca qui i libri di altri scrittori, uno dei quali vincitore del premio Strega. E gli scrittori non se ne hanno a male, anzi lo accolgono con un entusiastico “benvenuto tra noi”, ne firmano le lodi in quarta di copertina. La cosa merita una riflessione.

Cosa è l’editing? Segnalare ripetizioni, incongruenze, suggerire alleggerimenti all’autore che poi ci pensa e valuta se è il caso? Ma allora che ragione c’è che uno si vanti di aver editato un libro di successo? Oppure l’editing è un intervento ben più massiccio che entra nella struttura e nell’ideazione del libro, toccando la zona calda, creativa, che sta alla radice della scrittura? Evidentemente la nota biografica di Perroni implica questa seconda cosa. E implicandola la sancisce, come se fosse una cosa pacifica.

La figura emergente dell’agente letterario-editor sta qui rivendicando il suo diritto a pregiarsi, quasi come un co-autore, dei libri a cui lavora. E per quanto i “suoi autori” ne siano felici (scrive Buttafuoco: “comodo avere un editor così. Tu cachi diavoli, e lui ne fa angeli del paradiso”), è evidente che qui c’è una figura che tenta di spossessare l’altra. E con questo decreta anche cosa dovrebbe essere la scrittura: mero artigianato. Basta con la pretesa ridicola di inventare o di creare! D’ora in avanti scrivere sarà cosa da “sartoria letteraria”, come dice in modo illuminante Vittorio Sgarbi in lode di Perroni, dove l’editor-sarto è colui che dà forma e lo scrittore colui che porta il materiale.

(uscita su “L’espresso”, n. 7, del 23 febbraio 2007)

 

qui la risposta di Massimiliano Parente

qui la controrisposta di Carla Benedetti

Annunci

2 thoughts on “editor sì o editor no?

  1. Pingback: Da grande farò l’editor | Solo io e il silenzio

  2. Non credo che il ruolo dell’editor sia quello di verificare la punteggiatura, togliere le ripetizioni, segnalare frasi che suonano faticose, così come non può, e non deve, essere visto come un co-autore. C’è una via di mezzo. Michela Murgia dice che subire un editing è come andare dal dentista: si esce che i denti sono ancora i tuoi, ma non sono mai stati così bianchi. E’ una bella immagine, perché indica chi continua a detenere il diritto di mordere.
    Personalmente, nell’editor vedo una controparte dialettica con la quale confrontarmi dopo il lungo silenzio della scrittura. Dovrebbe assomigliare al produttore di un disco: l’autore si presenta in sala di registrazione con le sue idee, più o meno grezze, e cerca qualcuno con il quale renderle perfette. Che ruolo ha avuto George Martin nell’opera dei Beatles? A chi gli diceva che era tutto merito suo, Martin rispondeva che erano i Beatles a essere geniali – non lui; e tuttavia, senza il talento maieutico di Martin, è probabile che la storia della musica leggera sarebbe stata completamente diversa. David Bowie è un pilastro della musica rock, ma ha sempre saputo trarre il meglio dai produttori che l’hanno accompagnato nella sua evoluzione: Ken Scott, Brian Eno, Nile Rodgers. L’editor non si sostituisce mai all’autore, ma lo aiuta a tirare fuori il diamante che a volte si nasconde tra le pieghe di un libro: aiuta l’autore portando la propria “distanza affettiva” da ciò che è stato scritto. E non è un caso che i grandi autori (il primo che mi viene in mente è Philip Roth) abbiano un loro editor personale, che non cambiano mai. Dare troppa importanza al ruolo dell’editor è sbagliato quanto dargliene troppo poca…

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...