il libro che sto leggendo #3

 

estratto da Everyman

di Philip Roth

Aveva detto: “Mi chiedevo se è una che ci sta”, e lei aveva risposto: “Che progetti ha?” E ora? Si tolse gli occhiali da sole per consentirle di guardarlo negli occhi mentre la squadrava dall’alto in basso. Aveva capito qual era il sottinteso di una risposta come quella? O era una cosa che diceva tanto per dire qualcosa, solo per dare l’impressione di essere padrona di sé anche se aveva paura e si sentiva disorientata? Tren’tanni prima non avrebbe dubitato dell’esito di quel corteggiamento, nonostante la giovane età della ragazza, e la possibilità di un umiliante rifiuto non gli sarebbe mai venuta in mente. Ma scomparso era il piacere di quella sicurezza, e con esso l’appassionante giocosità dello scambio. Fece del suo meglio per nascondere l’ansia… e l’impulso di toccare… e la voglia che gli dava un corpo come quello… e la futilità di tutto ciò… e la sua irrilevanza… ed evidentemente ci riuscì, perché quando tolse dal portafoglio un pezzo di carta e vi scrisse il suo numero di telefono la ragazza non fece una boccaccia e non scappò via ridendo di lui, ma lo preso con un amabile sorrisetto felino che avrebbe potuto essere accompagnato dal ronzio di una gatta che fa le fusa. – Così sa dove sto, – disse lui, sentnedosi gonfiare i calzoni da un’erezione incredibilmente, magicamente rapida, come se avesse ancora quindici anni. E provando quel senso di individualizzazione, di sublime singolarità, che caratterizza un nuovo incontro sessuale o una nuova relazione amorosa, e che è l’opposto della mortificante spersonalizzazione cagionata dalla grave malattia. La ragazza lo scrutava con due vivi occhioni blu. – In lei c’è qualcosa di strano, – disse con aria meditabonda. Sì, è vero, – disse lui, e rise: – Sono nato nel 1933. – A me sembra abbastanza in forma, – disse la ragazza- – Anche lei mi sembra abbastanza in forma, – rispose lui. – Sa dove trovarmi, – aggiunse. Con un sorriso affascinante la ragazza agitò in aria il pezzo di carta come se fosse una campanella e con suo grande piacere se lo ficcò nel top umido prima di ripartire lungo la promenade. Non chiamò mai. E durante le sue passeggiate lui non la vide più. Doveva aver deciso di fare jogging su un altro tratto della promenade, frustrando così il suo desiderio di un’ultima grande vampata di ogni cosa.

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