Piercing mon amour

Il regalo da scartare

di Rossano Astremo


“È stato l’orgasmo più bello della mia vita. Come se fossi avvolta da una pellicola di plastica che manteneva tutta l’energia che voleva esplodere! Era un fuoco che partiva dal centro della vagina e percorrendo tutta la schiena arrivava agli occhi che non smettevano di lacrimare”.

Avrei fatto meglio a non muovermi da casa. E invece eccomi qui, con una birra tra le mani, in un fumoso pub di periferia, ad ascoltare questi assurdi discorsi su orgasmi incommensurabili.

Tutta colpa di quello stronzo di Cristiano. Me ne stavo così tranquillo tra le lenzuola del mio letto a leggere un libro di racconti di Rick Moody, con Thousand of leaves dei Sonic Youth a creare una splendida atmosfera claustrofobica di cui in questo periodo ho tanto bisogno, e invece ecco comparire lo stronzo sceso dalla capitale a miracol mostrare, per passare le sue vacanze pasquali ad abbuffarsi di orecchiette e polpette preparate dalla mammina, e a tempestare di telefonate e messaggini i suoi amici che non vede da tanto tempo.

Me in primis.

“Tutto è iniziato quando il mio ragazzo, durante un rapporto piuttosto focoso, mi ha legata e rasata totalmente contro la mia volontà. Generalmente ero abituata a sfoltirmi il pube, ma non a rasarmelo totalmente! Non vi parlo poi del prurito dei giorni successivi! Comunque il mio pube completamente glabro non mi dispiaceva affatto, ed anche al tatto non era male!”

Non so se guardarla negli occhi, mentre ci racconta con ritmo frenetico questi dettagli sullo stato attuale del suo organo genitale. Ma la questione è più bizzarra di quanto crediate. Non siamo in presenza solamente di un pube “sbarbato”.

“Mi piaceva accarezzare la mia fica completamente liscia, mi piaceva sentirla inumidire da una calda lingua. Tuttavia gli mancava qualcosa. Toccandola non trovavo più quel ciuffetto che ero abituata ad avere tra le dita nei miei momenti più intimi”.

Il ciuffetto!

“Un giorno sono stata a Bari per trovare la mia amica Giada. Ho parlando con lei di quello che era successo al mio ciuffetto, e lei mi ha raccontato che è abituata a radersi abitualmente e che le prime volte anche lei era a disagio per non avere niente da toccare. Mi ha raccontato che allora ha deciso di mettersi un anellino alle grandi labbra. Dal punto di vista sessuale non le era cambiato gran che, ma la cosa le era talmente piaciuta che in due anni ne ha messi sei di anellini!”

Giuro che una volta usciti da qui lo prendo a calci in culo. Lui e queste amiche del cazzo che si ritrova.

“Naturalmente tutti alle grandi labbra. In principio non volevo crederci, non riuscivo neanche ad immaginare come potessero entrarci sei anellini sulle grandi labbra. Alla fine mi ha invitata a casa sua per una dimostrazione. In salotto la vedevo sfilarsi i jeans con l’aria di una che si attende uno scherzo poi, quando è rimasta con il perizoma semi-trasparente, ho iniziato ad intravedere qualcosa. Le mi ha chiesto se fossi pronta, poi si e seduta sul divano, si è sfilata il perizoma, ed ha allargato le gambe. È stato amore a prima vista! Erano veramente sei anellini, tre per ogni lato. Sono rimasta a bocca aperta per un po’, poi con nessun imbarazzo mi sono avvicinata per vedere quelle meraviglie da vicino”.

Lei non sembra per nulla imbarazzata. Claudia, l’ amica, che avrà sentito questa storia una dozzina di volte, parla al cellulare col fidanzato, la sua voce si mischia a quella della nostra eroina, Cristiano, passando l’indice sul bordo del bicchiere della sua birra, mi guarda e ride come uno spastico, io non posso fare a meno di figurarmi lei che contempla estasiata i sei anellini della stacanovista del piercing alle grandi labbra. Cerco di eliminare dalla mia mente questa immagine casalinga depravata. Comincio a provare una certa eccitazione e questo mi infastidisce. In fondo, il limite che separa il disgusto dall’eccitazione è davvero labile. Ennesima prova di questa sacrosanta verità.

“Volevo farlo con tutta me stessa, ma ero terrorizzata dal dolore in ricordo di quello provato per la lingua, nonostante la testimonianza più che positiva di Giada. Dopo due giorni passati a pensare e ripensare, mi sono fatta accompagnare dalla mia amica barese. Flavia, la ragazza del locale, mi ha fatto vedere una serie di foto di eccitantissimi piercing ai genitali. Tra questi spiccavano quelli sul clitoride. Lei me l’ha descritto come la cosa più eccitante del mondo, lasciandomi capire che anche lei ne aveva uno”.

Nella mia mente stuoli di donne con anellini attaccati in posti impensabili. L’eccitazione aumenta. Lo sgomento anche. Vanno a braccetto in un binomio conturbante.

“ ‘Si fa’, dissi ad un certo punto e guardai gli occhi sorridenti di Flavia che mi dicevano ‘Non te ne pentirai’. Giada non era affatto convinta, ma alla fine mi lasciò fare. Flavia tirò fuori dal cassetto un campionario di possibili piercing, e dopo avermene fatto scegliere una barretta mi invitò a seguirla. Non so quanto tempo sia stata la dentro, ma è volato come mai avrei creduto!”

“E non hai sentito dolore?”, Cristiano interrompe il suo monologo impazzito.“Il dolore? Pensavo peggio, ma forse era l’emozione che lo copriva. Il mio ragazzo appena l’ha visto sembrava un bambino che scarta i regali il giorno di Natale!”

Questo è troppo! Il fidanzato che scarta il regolo di Natale!

“È passato un po’ di tempo prima di poter avere un rapporto con penetrazione vaginale. Nessun problema con quella anale. Probabilmente era solo una mia paura, ma non volevo rischiare. Poi un giorno mi sono sentita pronta, e….”

nota: questo raccontino nasce dopo aver letto la testimonianza, in parte riportata in questo pezzo, di una ragazza in un forum di gente che ama i piercing e il mondo che attorno s’agita.

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