Identità giovanili

 

Le Identità giovanili raccontate nelle letterature del Novecento

di Rossano Astremo

Le Identità giovanili raccontate nelle letterature del Novecento è il titolo di un convegno tenutosi presso l’Università degli Studi di Lecce, i cui Atti sono stati pubblicati da Manni, in un volume curato da Carlo Alberto Augieri. Una tre giorni di studi che ha visto alternarsi docenti di tutto rilievo, accademici di primo piano: il compianto Franco Brioschi, Remo Ceserani, Anna Dolfi, Giulio Ferroni, Romano Luperini, Antonio Prete, Augusto Ponzio, Mario Sechi, Giovanni Invitto, Giovanna Scianatico, Anna Maria Piglionica, Franco Marenco, Giovanni Puglisi, Mario Signore, Marco Santoro, Marco Gaetani, Alizia Romanovic, Fabio Vittoriani, Patrizia Guida, Susan Petrilli, Luigi M. Lombardi Satriani e lo stesso Augieri.
Il Novecento letterario diviene oggetto di studio privilegiato, attraverso l’analisi attenta e suggestiva di atteggiamenti, caratteri, emozioni e percorsi di coscienza rappresentativi della condizione adolescenziale in un periodo storico di crisi dell’identità in generale.
“Alla base delle tensioni – scrive Augieri nell’introduzione –tra mentalità adulta e reazione giovanile c’è senz’altro un diverso modo di raccontarsi, cioè di significarsi temporalmente, cronotopicamente, la vita: ai padri va riconosciuta una capacità ed un’abitudine di visione prospettica per cui vale la pena formarsi e maturare in vista del dopo, meta da raggiungere (…). I figli, al contrario, trasgredendo questa logica temporale, preferiscono vivere in una quotidianità normale e, a volte, inquietamente individualistica, la loro emotività senza pudore, anche regressiva, perché senza alcuna meta lineare, progressiva”.
Il Novecento letterario vede il tramontare, quindi, del romanzo di formazione, e assiste inerme alla messa in crisi del rapporto tra padre e figlio, motivo primigenio della comparsa di narrazioni in cui a prevalere è la componente irrazionale e istintuale di giovani protagonisti. Molti i contributi di interesse, dalla relazione di Giovanni Puglisi sulla gioventù nei romanzi e racconti di Pier Paolo Pasolini, replicata dal testo di Augusto Ponzio dal titolo esemplificativo “Pasolini, i giovani e ‘La Grande Trasformazione’ della società italiana”, a quella di Remo Ceserani, che si sofferma sugli effetti e la ricezione di un romanzo cult quale “Il giovane Golden” di Salinger nel mondo letterario italiano, dall’intervento di Marco Santoro sull’esperienza giovanile così come rappresentata nell’opera di Elsa Morante, al lavoro di Marco Gaetani sul significato e senso della giovinezza in Carlo Emilio Gadda, per poi giungere alle identità inquiete di Pier Vittorio Tondelli, così come analizzate da Fabio Vittorini, e alle giovinezze in negativo ritratte dalla penna caustica di Giulio Ferroni, il quale nel suo intervento si sofferma, stroncandoli, su autori a noi temporalmente molto vicini, tra cui De Carlo, Baricco, Ammaniti, Scarpa e Aldo Nove.

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