una poesia di Denise Levertov

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Gente di notte
di Denise Levertov

Una notte fendente tra te e te
e te e te e te
e me : ci si allontana a spinte, un uomo si fa avanti sgomitando
nella folla. Noi non
ci cercheremo, nemmeno –
vagheremo, ciascuno per sé, senza guardare
nella lenta folla. Tra i numeri di contorno
sotto le insegne del cinema,
quadri di milioni di luce,
giganti che si muovono e si muovono ancora,
ancora, su una nube acre di odori,
patate fritte, noci arrostite –

O salire in un appartamento, il tuo o il tuo, e trovarci
qualcuno seduto al buio:
chi è, veramente? Perciò accendi la
luce per vedere: il nome lo conosci, ma
chi è?
Ma non vedrai.

La luce fluorescente tremola cupa, una
pausa. Ma tu comandi. Afferra
ogni viso e per i capelli
lo tiene sollevato per te, maschera dopo maschera.
Tu e tu e tu e io ripeto
gesti che spingono all’azione se il discorso
ha fallito e parlo
e parlo, ridendo, dicendo
“io” e “io”
volendo dire “Chiunque”.
Nessuno.

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