Marco Candida, La mania per l’alfabeto: il libro che sto leggendo

 

tratto da La mania per l’alfabeto

di Marco Candida

La maggior parte dei libri nella sua stanza sono stati cominciati e non finiti. A volte Michele pensa che la differenza tra un lettore forte e un lettore non forte è che il lettore forte compra tutti i giorni i libri, sfonda il comodino vicino al letto di libri e, in sei mesi, legge per intero solo quattro tra questi libri; il lettore non forte, invece, in sei mesi compra solo quattro libri ma li legge per intero. I libri nella stanza di Michele hanno tutti delle orecchie, nell’angolo in basso di una pagina e per Michele le orecchie che si fanno ai libri sono un modo non secondario per valutare un libro. Se un libro infatti è lungo centoventuno pagine e Michele lo finisce in tre giorni e al libro ha fatto quattro orecchie – un’orecchia a pagina ventiquattro; una a pagina novantotto; una a pagina centodieci; una a pagina centodiciannove -, significa che Michele si è interrotto per quattro volte e che ha trovato il libro che ha letto //noioso//. Occorre dire che quando Michele trova un libro //non noioso// ci mette poco a leggerlo. Quando è di trecento pagine ci mette un giorno – se si prende tutta la domenica pomeriggio, per dire-, quando è di ottocento pagine, se a Michele piace e ha tempo, può anche metterci tre giorni. E tuttavia, più del numero dei giorni, il particolare più significativo rimane per Michele nel numero delle orecchie che fa al libro. Ci possono essere varie ragioni che fanno sì che si allunghi il tempo della lettura di un libro – e la maggior parte di queste ragioni sono tutte valide e, anzi, forse non esiste nemmeno una ragione non valida per non dedicarsi alla lettura di un libro -, ma se la nuova orecchia che Michele ha fatto si trova troppo vicino a quella precedente – se non sta almeno a quaranta pagine da quella precedente – allora non è più solo una questione di //ragioni valide// o di //circostanze//: significa solo che il libro che Michele ha davanti è //noioso//, soprattutto per le ragioni che Michele trova sempre il tempo per un testo interessante.

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2 thoughts on “Marco Candida, La mania per l’alfabeto: il libro che sto leggendo

  1. penso che sia un esordio molto coraggioso, originale, ottimamente scritto. Ho letto che secondo alcuni andava tagliato di qua e di là. Secondo me la prolissità, l’affiorare continuo delle storie, il “fantasma della scrittura” sono elementi centrali del romanzo. Quindi non avrei snellito per nulla la storia.

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