Henri Michaux incontra i Beat: dal libro che sto leggendo

 

tratto da Il Beat Hotel

di Barry Miles 

Non molto prima della partenza di Ginsberg lui e Burroughs riuscirono a contattare un’altra icona che avevano da tempo cercato di conoscere. Agli inizi del 1957 Henri Michaux, poeta e pittore belga, aveva pubblicato Miserabile miracolo, diario di molti mesi di esperimenti con la mescalina. “Per ore di fila si passa da piccola morte a piccola morte” aveva scritto, “dal naufragio al salvataggio, soccombendo ogni tre o quattro minuti senza la benché minima apprensione, solo per essere gentilmente, meravigliosamente resuscitati ancora una volta”. Dopo il terzo esperimento, cominciò anchea fare disegni sotto l’influenza della droga. Allen e Bill erano tutti e due interessati ai suoi esperimenti e parlarono di lui a Jean-Jacques Lebel, che era molto vicino a Michaux.Infatti era stato Michaux a iniziare Lebel all’uso di due allucinogeni come la psilocibina e la mescalina. Dopo la fine disastrosa dell’incontro con Duchamp, Man Ray e Peret, Jean-Jacques si chiedeva però come combinare al meglio quest’ultimo. Michaux abitava proprio dietro l’angolo, al 16 di rue Seguier, sull’altro lato dell’isolato, ma Jean-Jaques era riluttante a portarlo al Beat Hotel. Lebel ricordava:”Ero solito fare una visita a Michaux prima di andare a trovarli al Beat Hotel, e Michaux chiedeva ‘Dove stai andando?’ e io gli rispondevo ‘Vado a trovare questi matti americani che abitano qua. Sai, sono fantastici, poeti e grandi persone’. Michaux era un tipo molto solitario, una specie di eremita. Ma aveva un grande interesse per le poesie che stavo traducendo e io gliene diedi qualcuna, inclusa una copia di Urlo. Ci teneva molto a conoscerli ma mi bloccavo al pensiero, ‘Non posso certo portar lì Michaux’, perché, sai, c’erano i topi. Era davvero un posto tremendo, e temevo che lui sarebbe stato sconcertato dal sudiciume. Nemmeno potevo pensare di portare loro a casa di Michaux perché in quei giorni Gregory era assurdamente irrazionale. Così stavo cercando un modo simpatico e cordiale per farli incontrare e un giorno accadde. Andammo a sbattere l’uno contro l’altro in strada. Io esclamai ‘Oh, Henri Michaux’, e Allen subito, ‘Henri Michaux. Il grande Henri Michaux?’ e continuò, nel suo pessimo francese, ‘Moi admirer boucoup vous’ o qualcosa del genere, ma Michaux non sopportava adulazioni e lo interruppe, però fecero amicizia e Michaux andò a trovarli”.

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