una poesia di Valentino Ronchi

 

 tratto da Canzoni di Bella Vita

di Valentino Ronchi

Ricordo Rita, stava nel mio liceo in un’altra classe.
Le compagne mi dicevano ce ne sono altre per te.
E due, al cancello prima d’entrare, facevano le moine
dei gatti se arrivavo da solo. Io, nelle lezioni guardavo
fuori pensavo perché lei no, perché non va. Una sera
passeggiavamo il suo paese, sulla schiena di Milano,
aveva messo le luci del Natale. Rita stava nel cappotto
verde al ginocchio che nessun’altra aveva, in tutto il liceo.
Come si diceva che in tutto quanto il liceo nessuna
traducesse dal greco al pari di lei. Sotto al cappotto
una gonna di panno e le calze, piuttosto spesse,
a coprire le gambe magre. Una maglia morbida di lana,
sul poco petto caldo. Io, convinto dalle ragazze seni
tondi, pensavo questa sera è l’ultima. La riaccompagno
sotto casa e glielo dico. Intanto si stringeva Rita
a me coi suoi pensieri e mi mostrava la via principale
(un gomito di tram e luci e case storte a picco), i negozi
i regali, la gente, e domandava: – Ti piace? – e si faceva
dire sì, poi – Pure a me – diceva, contenta che io e lei
la pensassimo allo stesso modo.

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