United Stories of America

 

La monocultura del dolore nella nuova narrativa americana

di Rossano Astremo

A oltre dieci anni dalla pubblicazione di “Best of Young American Novelists”, la rivista letteraria inglese Granta ritorna sul luogo del delitto, donando ai suoi lettori United Stories of America – 21 scrittori per il 21° secolo, pubblicato in Italia dalla minimum fax, raccolta di alcune tra le voci migliori presenti oggi in America sotto i 35 anni.
Come dopo la lettura di ogni antologia, l’effetto immediato è quello di farsi prendere dalla Sindrome di Nick Hornby, ovvero stabilire la classifica dei cinque racconti che più mi hanno entusiasmato. “Alta fedeltà” docet. La selezione dei racconti di questa antologia è stata curata da Ian Jack, il direttore di Granta, assieme agli scrittori A.M. Homes e Edmund White, all’editore di Granta Sigrid Rausing, alla caporedattrice cultura della rivista online Slate Megan O’Rourke e a Paul Yamazaki, della libreria City Lights di San Francisco.
Molti sono gli autori di origine straniera, molte le donne incluse, molti sono coloro i quali provengono da scuole di scrittura creativa. Ci sono anche scrittori già affermati,due nomi su tutti, Jonathan Safran Foer e Nicole Krauss, marito e moglie, che molto mi hanno deluso. Così come è difficile appassionarsi a quei racconti che, in realtà, sono estratti da romanzi in corso d’opera. Molti, a lettura terminata, ti lasciano con l’amaro in bocca perché parte di una costruzione più ampia. Un piccolo assaggio di ciliegie non è mai sufficiente. Al di là dei casi particolari, viene a galla però un’atmosfera comune che aleggia sul nuovo immaginario narrativo americano: un senso di cupezza complessivo si inietta nei protagonisti delle storie narrate, una sorta di incapacità nel gestire la propria vita, tritata, molto spesso, da dolori, malattie, perdite ed eversioni d’ogni tipo. A volte emerge, sbiadito, un pizzico d’ironia, sempre obnubilata dal comparire stridente del tragico.
In conclusione, ecco la mia top five:
1. “Quella prima volta” di Christopher Coake: una email sconvolge la vita di Bob. Una sua vecchia fiamma è stata stroncata da un cancro. A scrivergli è Vicky, la più grande amica della donna scomparsa. Il riemergere del passato aiuterà Bob a definire le complicate trame amorose della sua esistenza.
2. “Procreate, generate” di Anthony Doerr: il dramma della sterilità vissuto da Imogene e Horb, raccontato in modo magistrale.
3. “Danza spettrale” di Uzodinma Iweala: storia di Daven, la cui giovane vita viene sconvolta dalla morte, causata da un incidente stradale, del suo amico Zhou. In realtà, Zhou era più di un amico. Questa rivelazione sconvolgerà non solo Daven, ma anche tutta la sua famiglia.
4. “O Tannebaum” di Maile Meloy: la serena vigilia natalizia di una normale famiglia americana, Everett, il marito, Pam, la moglie, Anne Marie, la figlioletta, viene sconvolta dall’incontro, in uno scenario totalmente innevato, con Bonny e Clyde, una coppia in crisi, dai nomi poco rassicuranti.
5. “Dove l’Est incontra l’Ovest” di Nell Freudenberger: L’ultranovantenne Signora Buell è l’assoluta protagonista di questo racconto. Chiusa tra le sue mura domestiche continua a ficcare il naso nella vita dei suoi vicini e della sua famiglia.

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