Isabella Santacroce, V.M.18: articolo più video

Presentazione v.m.18 roma: 13 giugno 2007

Se ci pagate scopiamo”

di Edoardo Camurri

(Articolo uscito sul Sole 24 ore di domenica 17 giugno)
Roma, mercoledì 13 giugno. Ore 18.40. Libreria Mel Bookstore di via Nazionale. Presentazione del libro di Isabella Santacroce “V.M. 18” (Fazi editore) con Isabella Santacroce e il giornalista Sergio Lacavalla. Alle 18.28 entro in libreria e sembra una festa delle medie. Una calca di ragazzette e ragazzetti. C’è gioia nell’aria. Tanti brufoli, sguardi tra coetanei e la timidezza dei primi amori. Mi sento un vecchio satiro. Ma i miei giovani amici, qui, non si fanno problemi. “Quasi quasi salgo sulle scale – dice uno – mi metto dietro Isabella e le tocco il culo”. “Io le devo fare assolutamente una foto – risponde un’altra ninfetta – così dopo me la guardo e mi masturbo”. Alle 18.48, dall’alto, dalla balconata della libreria, sopra tutti noi, una voce grida emozionata: “E’ arrivata? Isabella è arrivata?”. E’ Marina Ripa di Meana. Tutta un entusiasmo. L’attesa però snerva. Due lolite si fanno ventaglio con un vecchio libro della Santacroce, Destroy, e una fa all’altra:”Questo è l’unico libro che se lo agiti non fa vento”. Poi prendono le lamette da barba che hanno appese al collo e fanno il gesto di tagliarsi le vene. Alle 18.54 la Santacroce, sedere in fuori e lenti a contatto bianche, con dei bei cosciotti in vista, arriva danzando per il piacere di tutti noi. Foto. Flash. Urletti. Poi, a un certo punto, la Santacroce prende il microfono e con una voce da badante rumena si mette a urlare a ripetizione “Io non voglio essere fotografata”. Alle 19.01 la festa viene però rovinata. Un uomo tutto vestito di nero, non proprio allegro, Sergio Lacavalla, si mette infatti a parlare di “V.M. 18”. E cita Sade, Genet, dice che il Cristo crocifisso è un figura sadomaso, predica il libertinaggio…Alle 19.08 qualcuno mette finalmente della musica. Ma è l’Ave Maria di Schubert e Isabella Santacroce dice che vorrebbe diventare una moglie devota. Sconcerto. Alle 19.21, forse per recuperare una festa andata male, la Santacroce prende in mano la situazione e, con una voce ora da chat line, chiede: “Come possiamo fare per rallegrarci un po’?”. Un ragazzo del pubblico la raggiunge, le dà un buffetto sul viso e la fa diventare tutta rossa. Che tenerezza. Poi prende il microfono e propone: “Perché non facciamo un bel cappottone a questo tizio qui?” indicando Lacavalla che subito si alza in piedi mostrando i pugni. I ragazzi vogliono la rissa. Ed è subito una bella esplosione di vitalità. Lacavalla un po’ le prende. La Santacroce ride e, per far uscire Lacavalla dall’imbarazzo, ha un’idea: “Volete che Lacavalla e io scopiamo davanti a voi? Quanto ci pagate?”. Niente. Nessuno sgancia una lira. Alle 19.29 si torna tutti a casa. Ma con la paghetta di mammà e papà ancora intatta.

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