una poesia di Antonella Anedda

 

Coro
tratta da Dal balcone del corpo
di Antonella Anedda

Lascia che dicano: noi.
“Noi viviamo per schegge
che spostandosi frantumano l’io e il voi
e il più delle volte lasciano intatto solo il paesaggio”.
Lascia che la terza persona parli e che loro rispondano:
“Noi abbiamo i nostri giudici. Fitti come uccelli negli alberi.
Le loro voci si confondono.
Uno è più severo degli altri. Uno è più mite
(nostro padre era un giudice).”

Ora fai che il plurale si ritragga
indietreggi, dica di nuovo: io

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