Intervista a Ivano Bariani

 

Bariani, Il precursore ed altre amenità
di Flavia Piccinni

Ivano Bariani, dopo l’esordio con Pico (Edizioni Clandestine, 2000) cui è seguito 16 Vitamine (minimum fax, 2005), torna in libreria con Il precursore – Manuale del supereroe scolastico, edito da Sironi. Il terzo romanzo di questo venticinquenne reggiano è uno di quei libri che in Italia si leggono difficilmente e che non hanno mai avuto molta tradizione. Nella nostra Penisola, al contrario di USA e UK, è infatti molto complesso imbattersi in un genere letterario legato a doppia mandata alla scuola – a meno che non si dia spazio a storie sentimentali di dubbio gusto. Bariani invece si concentra proprio sugli angusti meandri scolastici per creare una storia trasversale, che ha come protagonista il ragazzo più furbo di tutti, quello che fin da ragazzino riusciva ad imporsi sul “branco”. Su di lui costruisce un mondo, i cui confini sono lo spazio che separa un possibile fallimento dal fallimento stesso.
Perché ha deciso di raccontare una storia di scuola?
In realtà la scuola è il pretesto, il punto di partenza. Occupa qualcosa come un terzo del libro. Poi gli altri due sono per tutto quello che viene immediatamente dopo, la scuola. Io l’avevo pensata non tanto come una storia sulla scuola, quanto una storia sull’invecchiare. In effetti, ora che ci penso, in Italia s’invecchia soprattutto nelle scuole e sul lavoro.
Il precursore è un bambino furbo, il più furbo di tutti. Ma la sua vita, prenderà poi una strada incomprensibile. Sembra quasi una rivincita…
Il fatto è che il precursore resta “il precursore” anche quando non è più un bambino, quando essere semplicemente “furbetto” non gli serve più a niente – ma gli serve molto di più essere uno in grado di fare cose che gli altri ancora non si permettono. Ecco, essere esattamente quello che è, è il suo futuro e insieme la sua condanna. Più che una rivincita.
La sua strada è incomprensibile perché nemmeno lui sa dove sta andando. Lui, da ragazzo, gira un filmino erotico con la sua fidanzata per protagonista, che ne sa che quella cosa può avere effetti disastrosi? Spiega ai suoi compagni di classe come procurarsi i giornalini porno, che gli frega degli stravolgimenti che questo può creare? Lui ruba una mazza da baseball, che ne sa che quel gesto darà il via a una rivoluzione?
Fornari e il suo amico, ne passano di tutti i colori. Cercano di ribellarsi, a modo loro, al sistema scuola. E il quadro che ne esce, di alunni e professori, appare abbastanza desolante…
Mentre scrivevo le parti sulla scuola pensavo: “Se le leggesse uno studente delle superiori, cosa ne penserebbe?”. Io ho solo cercato di far vedere che è tutto temporaneo. Che la scuola, lo schifo, l’isteria da esame, sono tutte cose che poi passano. Buona parte del potere scolastico si basa su questa fregatura: non ti dicono mai che di lì a qualche anno sarà tutto finito.
All’interno del libro sono inseriti disegni, fotografie, come mai questa scelta?
A volte mi sembra proprio di non farcela, senza il disegno. Non mi bastano le parole. Non ci arrivo proprio, a fartelo vedere come vorrei, senza, capito?
Su un piano narrativo diverso, procede una storia, un confronto che viaggia negli anni, con un percorso tutto informatico…
Tra un capitolo e l’altro, nel libro, c’è una breve Storia del videogioco, dagli albori a oggi. Sparatorie e record inclusi. È la storia delle persone che per prime hanno contribuito a fare dell’intrattenimento elettronico il mostro articolato che conosciamo oggi, dio li benedica. Succede che questa storia (ragionevolmente vera) è fatta di invenzioni e scoperte, che hanno influenzato in maniera invasiva la vita del precursore e degli altri protagonisti così come le vite di milioni di ragazzi la fuori. Mi sembrava un buon motivo per raccontarla.
Gestisce l’attiva webzine Fam e ha appena pubblicato per Zandegù “Posa sto’ libro e baciami”, curiosa antologia sulle storie d’amore. Conosce quindi bene la situazione underground italiana. Che scrittore ci consiglierebbe di tenere d’occhio?
Posa ’sto libro e baciami (o, come lo chiamano i fan, “PSLEB”) è una raccolta di cover, di remake, di famose scene d’amore. Quel libro contiene 39 delle voci più interessanti della letteratura mondiale e non. 39 non sono poche. Potrebbero essere di più. Ma Peppe Fiore, Simone Marcuzzi, Stefano Amato, Gabriele Dadati, Loris Righetto e Susanna Bissoli, sono tutti autori che ci regaleranno grandi emozioni. più di sanremo giovani, per intenderci.
Che programmi ha per il futuro?
Questa non è una domanda da signorine.

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