La poesia detta: 16-18 agosto: Martignano: programma analitico

 

Notte della Taranta – Festival, Agosto 2007
Associazione Presidi del Libro
A.C. Fondo Verri

La poesia detta
rassegna di poeti e di poesia

Martignano, 16-17-18 agosto

http://salentopoesia.blogspot.com

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La poesia detta 1° giorno

Martignano, giovedì 16 agosto dalle ore 20.30

Parco Turistico Culturale “G. Palmieri”

Con la poesia e la forte voce di Elio Coriano si apre, a Martignano, giovedì 16 agosto, con inizio alle ore 20.30, la prima edizione de “La poesia detta” rassegna di poeti e di poesia del Festival della Notte della Taranta curata dai Presidi del Libro e dal Fondo Verri in collaborazione con il Parco Turistico Culturale “G. Palmieri”. Il poeta di Martignano leggerà accompagnato dai suoni delle Anime Bianche dal suo “H, letture pubbliche”. “Vorrebbe trasformare il mondo con le parole, Elio Coriano. Ma possono trasformare il mondo le preghiere? Possono trasformarlo le bestemmie? Può trasformare il mondo una poesia, e qualsiasi cosa fatta dal vapore di parole che abbiano natura diversa da quella dell’imperativo di un potente che comanda avanzate o ritirate? È mai accaduto? Potrà accadere mai?”. A questi interrogativi prova a dare una risposta Annamaria Ferramosca, poetessa nata a Tricase, romana da molti anni, che propone, in un recital accompagnato dalle tessiture sonore degli Adria, “La poesia dell’incontro”. Alle mille domande di senso la poesia di della Ferramosca risponde con una spiazzante fiducia nella forza empatica della parola, quella che sa tenere la distanza dal frastuono mass mediatico e che può indicare un nuovo modo per sopravvivere insieme.
Ma la poesia non è solo parola. Si confonde con l’osare dei suoni, è gioco e leggerezza, sgrammatica, rompe le forme e mischia i linguaggi corrispondendo al desiderio di “rimanere con gli occhi chiusi con le cuffie indosso, come in una gabbia dalle sbarre dorate e farsi travolgere dai suoni e dalle immagini in un labirinto soffice e ‘profumoso’. Suonare, toccare, guardare, odorare semplicemente “immaginare” su un pentagramma spontaneo, timido e inatteso”. Questo è SudOdorando performance di Giorgia Angiuli che suona il laptop, i giocattoli, un pianetto e la chitarra, di Patrizia Oliva che suona la sua voce e di Silvia Bianchi che ci mostra immagini “sognificando”. Sogno e presenza, fuga e scavo, di quante tensioni son fatti i versi? Tanti da farsi anche banda magnetica, frame digitale. Di questa materia è fatta la poesia di Fernando Bevilacqua che presenta il dialoghetto mitico de “I ciechi”, un piccolo film agreste di sapore “pasoliniano” interpretato da Agostino Casciaro (Tiresia) e Carlo Bevilacqua (Edipo) che parla le ossessioni e i tormenti intorno alla natura dell’uomo che Cesare Pavese ‘condivideva’ con Leucò.

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La poesia detta 2° giorno

venerdì 17 agosto dalle ore 20.30

Con un Omaggio ad Antonio Verri di Piero Rapanà e Simone Giorgino concertati dai suoni dell’ensamble di Claudio Prima si apre la seconda serata de La poesia detta. Un atto che ripercorre l’appassionato lavoro letterario del poeta di Caprarica, motore ed essenziale nutrimento dell’ultima generazione di scrittori salentini con il suo ‘fate fogli di poesia poeti!’. Esortazione a leggere il mondo, i segni del cambiamento nel tentativo di interpretarli e comprenderli attraverso una poesia che si fa atto, agire politico. E il Tempo, la Storia è modello ispirativo della poetica di Sara Ventroni, apprezzata interprete della scena performativa italiana che presenta Nel gasometro, lettura corredata dalle immagini di un rudere industriale realizzate da Carlo Di Brina nel 2005 in una solfatara intorno a Roma Ostiense. Il gasometro è per Sara Ventroni figurazione densa di significati emblema della nostra archeologia industriale, del lavoro spietatamente duro, delle battaglie per i diritti ma anche, dei catastrofici nodi incontrati dal ‘pettine novecentesco’ nello spazzolare la storia contropelo: il gas è pure lo strumento della Shoah. Allegoria d’un universo di senso circolare e coerente che da molto tempo appare tramontato: in esso si riverbera il mito di una modernità ormai fossile ma tuttora durevole: rugginosamente splendente. Come il Tempo/Novecento che Ilaria Seclì invoca con La sposa nera, performance allestita con l’attore Adamo Toma. Nostalgia e mancanze che mischiano desiderio e sentire. Poesia bambina che guarda il mondo inconsolata, sposa di nessuno nella speranza d’un tempo bello, al riparo, con le stagioni scandite. Sposa votata all’amore è la poesia: prega, invoca, lamenta e canta, ma le sue ginocchia stanno su cuscini di pietre aguzze e vetri. A chiudere la serata una divagazione nel teatro e nel testo di ispirazione classica con ContrOdissea una produzione di Terrae e Faraualla, in scena: l’attrice Anna Garofano, e le voci-strumento di Gabriella Schiavone e Teresa Vallarella, per la regia di Stefano di Lauro. Ulisse non c’è, ci sono le sue donne, che raccontano di lui, e si raccontano: Euriclea, Anticlea, Calipso, Circe, Atena, Nausicaa, Penelope, le Sirene. Il rapporto tra Mito e Storia, Poesia e Vita, Erotismo e Sapienza; il rovescio femminile di Ulisse; il contrappasso delle metamorfosi; il tramonto di un’era arcaica e del suo Olimpo. Tutti motivi già nel testo e nelle successive leggende, segrete profezie, interrogativi lanciati al futuro. La poesia digitale è affidata alle visioni di Carlo Michele Schirinzi con due lavori: “L’ultima vhs di krapp” frame ispirati a Samuel Beckett e “Palpebra su pietra” che guarda il barocco leccese attraverso il battito di ciglia Essenza e anima straniata e straniante del Salento. Carezza che mai s’appropria e fa memoria.

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La poesia detta 3° giorno

sabato, 18 agosto dalle ore 20.30

Ancora un omaggio in apertura: un poeta-icona, nume di una contemporaneità densa di esperienze. Laterale al mondo, selvatico, allevatore di cani, conoscitore di voli e di piume, preferiva il bosco alla caciara magliese per noi lo incontra Renato Grilli in un Omaggio a Salvatore Toma costruito con i toni d’una lezione di liceo. Anche qui il teatro e le doti attoriali incontrano il dire poesia. Grilli indaga il verso e lo amplifica, lo balbetta, lo grida svelando a pieno le significazioni emozionali e le tensioni esistenziali che abitano la scrittura di Toma. La performance sarà accompagnata dai suoni di Rocco Nigro e dalla voce di Nadia Martina. Poi, ancora, una parola energica, Rossano Astremo accompagnato dai suoni di Giorgio Viva presenta L’incanto delle macerie. Un poetare che incontra i vigori e le visioni di una forte verve beat contagiata e cullata dai confini culturali d’un Meridione che guarda sempre più a Sud e a Est dove i rumori crescono e “l’odore del fumo” toglie il respiro, mischia e amplifica l’incanto delle macerie. Resti dell’orrore di un presente che mastica la Storia, la strugge in un “non” senza orizzonte. Il poeta si ferma, respira, prosegue in avanti con il petto legato ai seni della donna che è con lui. Lei ne accoglie i respiri, rincuora, ancora nutre, in una speranza che solo può venire nel quietarsi della natura. Al pomeriggio degli ulivi, questo il titolo del recital dell’attore e poeta Giuseppe Semeraro. Una poesia di voce soffiata, poggiata al sussurro che considera. Poesia che entra nel cuore, fortemente emotiva, ottenuta attraverso una sapiente ricerca lessicale e ritmica, mai sfociante in complicazioni snervanti, nell’urgenza “d’impugnare la voce con incoscienza / santo naufragio senza appello / giusto imbroglio che ci sveglia sempre dopo la rivoluzione / il mio urlo è una vocazione che non sta più sui fogli / imbratta l’aria di voci selvagge / dipinge il cielo di nuove tristezze”. A seguire Roberto Corradino attore ed autore teatrale che con Diario 2006/2007 scrive poesia politica portandoci sul bilico d’una scena sapientemente eccedente preludio necessario ad introdurre Esse (essere senza ‘re’ finale) opera a quattro mani di Gabriella Rusticali, mitica attrice del Teatro della Valdoca e Monica Petracci. Un tempo guidato dal ritmo. Lo spazio è libero da scenografie, le immagini si materializzano guidate dai suoni di Mirko Fabbri, dando vita al luogo e lasciando libero l’ immaginario dello spettatore. L’attrice indossa un abito da sera colore blu notte, come per una festa che forse c’è già stata. Memoria e presente sono strettamente intrecciati. Le immagini sommergono, spazio e attrice diventando un tutt’ uno. Le parole e il canto si stagliano alternandosi, per tutta la durata dell’opera. La voce, il volto, la bocca della Rusticali si deformano e ne scaturisce una sorta di monologo interiore. Note cadenzate, strascicate, parole e puro suono. Parole che pulsano dentro il corpo prima di vivere attraverso la voce. In chiusura i suoni degli Adria con Maria Mazzotta, Claudio Prima, Redi Hasa, Emanuele Coluccia, Ovidio Venturoso, Valerio Daniele, Vito De Lorenzi, Antonio Esperti.

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