Vito Riviello: una poesia

 

L’assassino

di Vito Riviello

Testimonierò che il mio assassino

era di aspetto gentile, garbato

anche nei modi di colpire, democratico

nell’infierire a caso, senza privilegiare

punti del corpo particolari,

non ci potrei giurare

ma massacrandomi col machete

recitava Foscolo dei Sepolcri

e sul punto di recidermi la carotide

mostrò un occhio blando

d’antiche tenerezze frustrate

sì da mettermi in pace

ed accettar la sorte d’una follia

discesa per le vie di povertà peregrine

c’hanno tenuto fino all’ultimo

intatta la bontà dell’omo.

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