Alessandra Amitrano e Luca Buoncristiano: Mary e Joe

Tutto il male che c’è
di Rossano Astremo

Dopo “Broken Barbie”, nuovo lavoro per Alessandra Amitrano, da qualche giorno nelle librerie con “Mary e Joe”, come il precedente edito da Fazi, piccolo romanzo dark illustrato dall’ottimo Luca Buoncristiano. Al centro della storia Mary, madre di tre figli, sposata con un uomo che racchiude in sé tutti gli elementi peggiori che contraddistinguono il maschio italico, porco, lurido, violento, sessista (“la bestia”) e, come si scoprirà nel corso della storia, anche peggio (“Un marito che non riesce a guardarsi il pisello per la pancia che ha e che per questo non c’entra mai la tazza del gabinetto, ma sarebbe lo stesso perché non torna mai acasa sobrio. Vecchio maiale che non sa nulla di sé, della moglie e nemmeno dei suoi figli”).
Mary vive in questo incubo familiare che pare assediarla, una sorta di “casalinga disperata”, perdonatemi il termine, il cui fascino s’annida proprio in questa sua rappresentazione di donna franta (“Sei bellissima e non lo sai. Nessuno te lo ha mai detto perché non vivi negli occhi della gente. Ti muovi spinta da cose terribilmente tue, nulla di quello che fai proviene da vezzi o futilità. Agisci per sopravvivere e questo ti fa rassomigliare a un animale. Sembri una creatura del cielo Mary”).
Buoncristiano non disegna la sola Mary, ma accanto a lei scorrono le immagini di uno strano personaggio, Joe Rotto, giovane dall’aspetto malvagio, in giro con l’inseparabile cagnetto Sid, il quale si aggira ai margini della città svolgendo le poco rassicuranti mansioni di becchino, spacciatore e assassino.
La storia scritta della Amitrano sfiora soltanto quella disegnata da Buoncristiano. L’incontro tra Mary e Joe avviene in un sordido luogo di perdizione. Joe sembra incarnare simbolicamente il male che soffia granitico sulla vita di Mary. Perché tutto all’improvviso precipita e il male si fa assoluto.
Mary non può più controllarsi: “Tutto il fuoco del mondo sale dalla terra, entra nei piedi di Mary, percorre le sue gambe ed esce prepotente dalla bocca che emette un profondo infinito no”. La vendetta si rivela necessaria. Per risplendere e ritornare a vivere assieme ai suo figli l’aprirsi delle fiamme diviene necessario.

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