Gianrico e Francesco Carofiglio: Cacciatori nelle tenebre

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Brividi disegnati. Tancredi, la comparsa diventa eroe

di Rossano Astremo

Sembra quasi un approdo naturale quello della graphic novel, definita da Hugo Pratt letteratura disegnata, per Gianrico e Francesco Carofiglio, da pochi giorni nelle librerie con Cacciatori nelle tenebre, edito da Rizzoli nella collana 24/7. Gianrico da ragazzino amava Charlie Brown e Mafalda, Francesco ricopiava i fumetti di Devil e Silver Surfer. L’amore per l’arte del fumetto, quindi, si è sempre respirato tra le mura di casa. Non aspettatevi, però, un altro capitolo della saga che ha come protagonista l’avvocato Guido Guerrieri, che tanta popolarità ha dato al magistrato Gianrico. Protagonista di “Cacciatori nelle tenebre” è Carmelo Tancredi, uno degli attori non protagonisti nelle storie dell’avvocato Guerrieri. Non è un poliziotto comune, è a capo di una piccola “sezione fantasma” della Squadra mobile della Polizia di Bari. Si occupa di casi che non procurano gloria né avanzamenti di carriera, perché cerca persone smarrite, bambini e ragazzi soprattutto. Scritta da Gianrico e disegnata da Francesco, architetto, regista e autore del romanzo “With or without you”, la storia raccontata ha come protagonista un imprenditore immerso in loschi affari che riguardano la produzione di materiale pedopornografico e i combattimenti clandestini tra uomini. Ne abbiamo parlato con Francesco Carofiglio.
Come è nato il progetto di lavorare con suo fratello alla realizzazione di una graphic novel?
«L’idea è partita da lui. aveva ricevuto una proposta da Rizzoli per un graphic novel e mi ha chiesto di provare a buttare giù alcune tavole. In casa editrice sono piaciute molto ed è iniziata l’avventura».
Da un lato la scrittura, dall’altro il disegno. Come avete coordinato i due aspetti? In fondo anche per voi è stata un’esperienza totalmente nuova…
«Sì, è stata un’esperienza complessa e gratificante. Un lavoro di squadra. Prima un soggetto di mio fratello, poi lo sviluppo di uno storyboard da parte mia, poi abbiamo creato i personaggi, e dopo numerosi scambi di idee, la storia definitiva. In seguito ho lavorato alla progettazione ed esecuzione delle tavole e per concludere lui si è occupato dei dialoghi finali».
Nel libro il cinema sembra essere molto presente. Sono disseminati,ad esempio, al suo interno molte citazioni che rimandano ad alcuni film. Uno su tutti l’incipit che richiama alla memoria “Blade Runner” di Ridley Scott…
«Ci è piaciuto lavorare su un immaginario più vasto del fumetto, provare ad attingere suggestioni e ispirazione dalle immagini in movimento e dalle atmosfere di molti film che sono piaciuti ad entrambi».
La vicenda narrata si svolge a Bari. Anche se non è mai nominata, Bari vive nelle sue tavole, che riproducono alcuni luoghi facilmente riconoscibili. Come ha lavorato attorno alla costruzione dell’ambiente?
«La città vive come una presenza silenziosa e costante, non è una scenografia quanto piuttosto un personaggio della storia. gli ambienti sono quasi sempre reali e talvolta trasfigurati per esigenze di drammaturgia. Come ho detto in un’altra circostanza bari mi è sembrata dall’inizio l’ambientazione naturale per questa storia. ma se ci penso potrebbe esserla ugualmente Marsiglia o un’altra città “di confine”».
La prima tiratura è di 35.000 copie. Segno che la Rizzoli crede molto nel successo editoriale del vostro libro. E Tancredi che fine farà? Ci si aspetta, generalmente, che i protagonisti dei fumetti ritornino…
«Noi non siamo certi di nulla, ovviamente. ma ci auguriamo che il libro incontri il consenso del pubblico. Tancredi è pronto a tornare, appena si ripresenterà l’occasione».

intervista apparsa oggi sul Nuovo Quotidiano di Puglia

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