Mia Preti, Era la nostra estate

Era la nostra estate

di Mia Preti

I nostri pomeriggi estivi erano volti a smangiucchiare anguria e cospargerci di creme profumate. Parlavamo delle uscite, pianificavamo vacanze, il tutto mentre il sole batteva forte, inondando di caldo il nostro corpo e tutto quello che ci stava attorno. La scuola era finita e Milly fu bocciata. Suo padre le tirò dietro una zucchieriera di cristallo che non le sfiorò il capo per pochi millimetri. Si disintegrò e una scheggia perforò il mio tallone. Guardai Milly che da dietro la porta della camera, rideva tenendosi la mano appoggiata alla bocca, mentre suo padre bestemmiava in dialetto e pure io facevo fatica a trattenermi; nemmeno una bocciatura ci avrebbe abbattuto. La misero in punizione per una settimana, ma i suoi genitori avevano un rapporto singolare con i tempi e le durate, e dopo tre giorni, era già libera da vincoli. Sfrecciavamo all’impazzata sull’utilitaria della nonna, con il motore traballante che da un momento all’altro si sarebbe staccato, lasciandoci a piedi. Cene fra amici che si dilungavano in festini a base di baci e letti cigolanti, di amori che duravano il tempo di una notte, di gente che rovesciava bottiglie di liquori in giardino e aspettava che i fiori si schiudessero. Non c’era veramente nient’altro che ci servisse per stare bene, chi se ne importa dei brutti voti e delle magagne con i genitori, delle bollette del telefono a tre zeri nascoste sotto il tappeto, dell’inizio di un nuovo anno accademico che per noi sarebbe stato disastroso. In quegli istanti era vitale sapere che c’eri, per una parola o per un bacio, per tirarti un po’ d’acqua e lasciare che il sole ti rosolasse, niente di più naturale, niente di più perfetto. Poi i mesi passano e non c’è voglia di ricordare, ora che sei in una nuova casa, con una nuova vita da ordinare, non c’è nemmeno lo sbuffo di un ricordo. Non ci saranno più le nostre estati, non ci saranno più le nostre condivisioni di spazi, non mi dire altro, abbiamo già avuto tutto.

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