Punto G: scritture contemporanee

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“Punto G”, il piacere della lettura targato Manni

di Rossano Astremo

C’è un’editoria industriale, per la quale i libri sono merce da vendere, alla stregua di qualsivoglia altro prodotto, e un’editoria di ricerca, in cui il tornaconto economico ha sempre rilevanza, ma subordinato ad un lavoro progettuale assolutamente non trascurabile. In questa seconda schiera si annoverano molti editori che tanto stanno facendo per un rilancio mirato della narrativa italiana, attraverso la creazione di collane dirette da editor di spessore e la conseguente scoperta di giovani talenti. Due nomi su tutti. La Minimum Fax che, nella collana “Nichel” diretta dal barese Nicola Lagioia, ha scoperto Valeria Parrella, Christian Raimo e Ernesto Aloia, e la Sironi che, nella collana “Indicativo presente” diretta da Giulio Mozzi, ha pubblicato i libri d’esordio di Umberto Casadei, Tullio Avoledo e Marco Candida. E in seno a questa linea di ricerca s’inserisce il coraggioso tentativo dell’editore Manni di creare una nuova collana, “Punto G”, totalmente dedicata alla narrativa italiana contemporanea. Due i titoli già disponibili, l’antologia “Mordi & Fuggi” e il divertente romanzo picaresco “Gardo Mongardo” dell’emiliano Claudio Menni. Abbiamo discusso di questo nuovo progetto con Giancarlo Greco che, assieme ad Agnese Manni, è l’ideatore di questo nuovo progetto editoriale.
Partiamo dalla scelta del titolo della collana. Perché la scelta di un nome ambiguo come “Punto G”?
«L’idea – alla quale stavamo lavorando già da un paio d’anni – è nata un po’ per fare il verso alle collane di esordienti e giovani autori inaugurate per diversi editori negli ultimi anni. Loro hanno spesso puntato sui cromosomi, sulle x e le y del patrimonio genetico. Noi abbiamo pensato che la letteratura deve essere un piacere, saper stimolare sia il gusto di leggere che la mente, raccontare la contemporaneità in maniera onesta, nuova se possibile, senza aver paura di essere complessi né di osare».
Negli ultimi anni è cresciuto il numero di editori che hanno deciso di investire tempo e denaro sulla ricerca delle nuove leve della narrativa italiana. Quale saranno le peculiarità e i tratti distintivi di “Punto G”?
«Vorremmo pubblicare pochi titoli in cui crediamo fortemente, che siano robusti nello stile, che abbiano veramente qualcosa da raccontare e, come dicevo prima, senza paura di affrontare la realtà così com’è: dura, complessa, spesso senza lieto fine, a volte ironica e grottesca, altre volte lirica e appassionante. Il primo criterio, comunque, sarà quello dello stile e della freschezza delle storie. Oggi la letteratura italiana manca spesso di idee nuove. Andare a scovarle è la nostra ambizione e anche l’obiettivo culturale della collana».
Oltre a te e ad Agnese Manni, a selezionare i titoli della collana in qualità di curatori ci sono due intellettuali a libro paga di grandi case editrici italiane che rimarranno anonimi. Perché questa scelta?
«Si tratta di due professionisti noti nell’ambiente editoriale italiano. Quando ne parlammo con loro la prima volta immaginavamo una collaborazione più esterna, da consulenti. Col tempo, invece, ci siamo resi conto che le loro competenze, la loro visione complessiva sulla nuova letteratura, le loro idee erano essenziali per “Punto G”. Così gli proponemmo di dirigere la collana. Se da un lato erano entusiasti di poter lavorare in un progetto che li liberasse totalmente da ogni vincolo (o quasi) legato alle logiche commerciali dei grandi editori, dall’altro comparire come direttori di Punto G significava per loro perdere il lavoro, cosa che non possono certo permettersi (per la nostra collana non prendono un centesimo!). Quindi l’anonimato non è stata una scelta ma una necessità».
Alcune anticipazioni sul futuro della collana?
«Assolutamente no! Non per cattiveria o pretattica o chissà per quale segreto. Stiamo lavorando su questi due primi titoli che abbiamo presentato e continueremo a presentare in giro per l’Italia. Il romanzo di Menni, in particolare, ci assorbirà parecchio durante tutto l’autunno e l’inverno. È un libro in cui crediamo molto. Intanto, però, stiamo leggendo diversi manoscritti e ci stiamo guardando attorno ma non c’è ancora niente di concreto. “Punto G” non ha fretta, deve crescere in maniera consapevole e convinta. Credo che non ci saranno novità prima di metà 2008… Salvo sorprese che se svelassi non sarebbero più tali».
Tutti i libri della collana sono pubblicati sotto licenza Creative Commons. È consentita, quindi, la riproduzione parziale o totale dell’opera e la sua diffusione per via telematica, purché non a scopi commerciali. Come mai una simile scelta?
«Sì, guardiamo con molta attenzione al copyleft oramai da quasi due anni. Abbiamo iniziato timidamente, mettendo online sul nostro sito, ogni mese, gratuitamente disponibile un e-book. Un’iniziativa che ci ha premiati: oramai siamo oltre i 1.000 download di ogni titolo e il ritorno commerciale e di immagine è altrettanto sorprendente. È stato naturale, pensando ad una collana di scritture contemporanee, utilizzare una licenza Creative Commons per pubblicare i libri di “Punto G”. Le ragioni sono politiche ma anche commerciali (da Wu Ming in poi, in Italia e nel mondo, è ampiamente dimostrato come il copyleft non danneggi le vendite ma, anzi, le aumenti), culturali (dare la possibilità di far circolare idee, farne nascere di nuove – magari stimolate dalla lettura di un libro – senza che per questo si debba per forza pagare l’acquisto di qualcosa a meno che non lo si voglia) e di rispetto del lettore che può fotocopiare il libro, utilizzarne parti, condividerne la lettura, ecc. L’unica condizione è che non utilizzi il libro per usi commerciali. Se il libro gli sarà piaciuto, ne siamo certi, ne parlerà bene, lo regalerà, lo consiglierà e noi avremo il nostro ritorno economico».

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