Una mia canzone: forse

 

“io che ti amo
più del mio cazzo rigido
sul punto di esplodere”
Valentina dorme, Prova generale

Riflesso di uno specchio franto

Sono polveri affilate le parole
vulcani implosi nel batticuore del cranio
lamine taglienti su labbra di seta
porzioni di mondo che dicono ho sete.
Sono promesse disattese le parole
castelli di canto nel ventre della lotta
cariche smarrite di orologi dorati
film d’autore in cui muore un bambino.

È il riflesso di uno specchio franto
a cacciare questi solchi spenti
il riflesso atroce di uno specchio franto
a schiacciare i miei sogni di luce.

Sono rughe d’operai le parole
eterno scalpore di bocche splendenti
vecchie foto di mani sudate
stipiti nudi con manifesti accesi.
Sono furie di madri le parole
gradini bagnati su cui dorme un barbone
occhi chiusi su cui passa il rasoio
capelli grigi di un amore svanito.

È il riflesso di uno specchio franto
a cacciare questi solchi spenti
il riflesso vuoto di uno specchio franto
a schiacciare i miei sogni di luce.

r.a.

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