Federico Fiumani, Brindando coi demoni: assaggi

 

da Brindando coi demoni

di Federico Fiumani 

“E piantatela di dire che sono un donnaiolo! Chi ha molte donne a tutto pensa fuorché a scrivere canzoni su di loro!”

“Un giorno la mamma di Piero Pelù venne all’IRA Record Store dove io lavoravo e comprò quindici copie di Desaparacido: ‘Sono per i parenti’, mi disse”.

“Le persone che si distruggono dietro una storia d’amore avevano già in sé da prima il tarlo dell’autodistruzione. Alcune si salvano sublimando questo tarlo in ispirazione artistica”.

“Non so se tutti i giornalisti musicali siano dei musicisti frustrati. Di sicuro lo è Gino Castaldo. Gli vidi fare una clamorosa passerella in mezzo al pubblico a un concerto di Lucio Dalla a Orbetello”.

“A volte si deve avere il coraggio di ammettere che molte donne, anche belle, non sono degne di fare l’amore con noi”.

“Io non combatto più, mi sembra inutile. Voglio restare passivo, guardare il mondo con calma. Ogni altro programma non mi interessa”.

“Valeria Parrella è la migliore scrittrice tra i nuovi. Per me è la nuova Elsa Morante. Una sera venne a Firenze a presentare Per grazia ricevuta e io provai a corteggiarla in tutti i modi ma senza risultato. Forse è stato meglio così, è davvero troppo intelligente per me. Mi reputo fortunato a apprezzare così tanto i suoi libri. Mi basta questo”.

“Di che parla Carmen Consoli nelle sue canzoni? Giuro che non l’ho mai capito”.

“I musicisti rock se fanno un errore lo ripetono di modo che non sembri un errore. Quelli New Wave invece lo lasciano isolato, aspettando che da quell’errore nasca qualcos’altro”.

“Riguardo all’overdose da successo credo che bisognava dar retta a Ligabue, uno che se ne intende. Quando suona e canta m’accascia ma quando parla mi sembra un tipo saggio e razionale. Dice che il successo ti risolve dei problemi e contemporaneamente te ne crea degli altri”.

“Amare è farsi mille chilometri per una scopata”.

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