Emily Dickinson: mio poeta preferito?

L’oroscopo menzognero

Io non leggo gli oroscopi. Perché non ci credo. Perché mi irritano. Perché già, sfogliando i quotidiani, non leggo tante cose che vorrei leggere. Però, oggi, sulla prima pagina del Messaggero, in taglio basso, c’era scritto “Toro, pazienza poi ci sarà la svolta” , e attratto da questo titolo accattivante ho oltrepassato la soglia del titolo per avventurarmi nella lettura del testo riguardante il mio segno zodiacale. Ad un certo punto l’autore dell’oroscopo, Branko, scrive: “Non dovete essere così impazienti e, peggio ancora, impauriti dalle novità che piovono nella vostra vita. Dice Emily Dickinson, vostro poeta preferito, che sono questi i giorni in cui le renne si amano, lassù al Nord”. Ecco, vorrei ringraziarti, Branko, per l’ottimismo infusomi, ma nel contempo vorrei dirti che, pur amando la Dickinson, non la definirei il mio poeta preferito. Anche perché a pensarci bene non saprei fare il nome del mio poeta preferito. Sotto tortura, potrei dirti, caro Branko, che da un paio di mesi ho accanto al mio letto una copia dell’antologia poetica di Gregory Corso. E’ il poeta che sta facendo da colonna sonora a questi mesi della mia vita. Se non conosci Corso, ti consiglio, Branko mio, di acquistare il volume e di aprirlo a pagina 395. A risentirci.

r.a.

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