Federico Fiumani, Brindando coi demoni: recensione

Federico Fiumani, una scomoda autobiografia
di Rossano Astremo

Periodo intenso per Federico Fiumani, leader degli storici Diaframma, che oltre alla promozione di “Camminando sul lato selvaggio”, ultimo lavoro discografico, fresco vincitore del Premio Italiano per la Musica Indipendente come miglior album autoprodotto del 2007, ha da poco pubblicato “Brindando coi demoni”, sua autobiografia edita da Coniglio. Fiumani ha scritto canzoni memorabili, da molti critici è considerato uno dei grandi poeti del rock italiano, album quali “Siberia” e “Tre volte lacrime” sono perle immarcescibili che tutti i cultori della musica italiana degli anni ’80 e non solo dovrebbero possedere e continuare ad ascoltare. La sua autobiografia è un testo profondamente nostalgico. Fiumani ricorda con malinconia il periodo del grande successo, quando assieme ai Litfiba di Piero Pelù, con i quali avevano in comune la casa discografica Ira, giravano l’Italia e l’Europa. Poi Piero Pelù è diventata la star che noi tutti conosciamo e Fiumani ha vissuto periodi di difficoltà. Però non è solo la nostalgia a dominare le pagine del libro, ma anche una certa vis polemica. Fiumani attacca non solo Pelù, ma anche molte nuove stelle della musica italiana, da Carmen Consoli ai Negramaro e Ligabue, risparmiando solo i Baustelle e Cristina Donà. Traccia il profilo della classica rockstar in declino che, però, non crolla, ma resuscita dalle proprie ceneri, continuando a scrivere un album all’anno, continuando ad avere lo zoccolo duro dei suoi fan che lo seguono in giro per l’Italia e facendo delle esibizioni live il centro nevralgico della sua attività creativa. Il tutto sintetizzato in queste righe: “Io non ho voglia, ai concerti, di tediare la gente con pezzi che pochi conoscono e vogliono sentire. Finisco sempre col fare i pezzi più conosciuti (la maggior parte degli anni Ottanta) mancando del tutto una pianificazione del mio lavoro. Vivo alla giornata, mi diverto e chissenefrega del resto. Potrebbe essere una sorta di tour d’addio che spero duri il più a lungo possibile, con varie repliche in tutte le città”. Scrivo questo pezzo a caldo, dopo aver assistito ieri all’ennesimo concerto di Fiumani, in un piccolo locale qui in Puglia. Solo lui e la sua chitarra sul palco, e un giovane batterista che da qualche tempo lo accompagna nel suo tour. Ancora una volta Fiumani ha colpito al cuore, con i suoi testi lirici e, negli ultimi anni, sempre più “narrativi”, alla ricerca del racconto in canzone di zone emotive della sua lucente esistenza.

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