una prosa di Antonio Verri

abstract – ecco

di Antonio Verri

Ecco.
Mamma ed io eravamo ancora vestite di bianco la seconda volta che vidi la luna crescente. Era una giornata fredda e andavamo a visitare la tomba di papà; mamma aveva comprato monete di carta dorata e argentate da bruciare, perché gli giungessero nell’altro mondo. Quel giorno fu molto buona con me: quand’ero stanca mi portava in spalla; alla porta della città mi comprò delle castagne arrosto. Faceva molto freddo, soltanto le castagne erano calde; perciò, invece di mangiarle, le tenni per scaldarmi le mani… In un tempo lontano, il Cielo e la Terra non erano ancora separati; lo In e lo Yo non si erano ancora divisi, formavano un ammasso caotico, simile a un uovo, dai contorni vaghi, ma con dentro germi. Poi, la parte più pura e chiara si assottigliò, si estese e diventò il cielo; la parte più pesante e torbida si depose, e diventò la terra. Per l’elemento più sottile il conglomerarsi fu facile, quello pesante e rozzo consolidò con difficoltà. Per questo il Cielo si formò per primo, mentre la Terra tardò a prendere forma. In seguito fra l’uno e l’altro sorsero esseri divini… Un viaggiatore una volta chiese alla domestica di Wordsworth di mostrargli lo studio del suo padrone, e lei rispose: “questa è la biblioteca, ma il suo studio è là fuori, oltre la porte…”
Quando furono creati in alto il cielo azzurro, in basso la terra bruna, il suolo che costituiva i paesi galleggiava, la tartaruga aveva sette colori, l’ape era lucente… Stefan è in una camera d’albergo. Al tavolo vicino alla finestra.
Scrive. Riscrive. Ha davanti una Caffetteria, la sede di un giornale, un venditore di modellini, e un grande palazzo illuminato. Dei marinai, attaccati da vari alfabeti, ricordano con fragore una loro isola artificiale, ricca ed effervescente. Salgono i prezzi degli immobili. Commerci,negozi, grandi magazzini, alberghi. Lunghe attese per i saldi da Harrod’s. una tartaruga a sette colori, un’ape lucente, una nave di crema…Tutte le grandi forme stanno per conquistarsi una vetrina. Grattacieli, sedi espositive, shopping-center, parchi giganteschi, quartieri dormitorio, grattacapi per il rifornimento d’acqua, spazzatura da smaltire, linee telefoniche sovraccariche, traffico aumentato.La gente non è priva di vesti, olio, profumi.La città sprofondò nel silenzio, i guerrieri chinarono la testa sulle ginocchia. Stefan si rattristò.
…Poi mi rivolsi verso nord, mi proponevo di raggiungere la capitale:avevo voglia di vivere.
Sul Limmat nella notte provai il mio arco. Lontano, scrivevano sui muri.
Dal ventre di Guisnes si sollevò una montagna colossale che aveva la base di molle argilla e la sommità di lucente, duttile stagno.Mi trovarono le guardie di ronda nella città; mi percossero, mi ferirono, mi tolsero il velo. Da quel momento accompagnai i miei disegni con parole prive di senno. Mi spaventava la vastità della Terra. Il vagare sulle gelide acque e il non poter godere il sole in una tranquilla pianura. Poi i cigni e i cavalieri si salutarono…
…Trasformato di nuovo fui un salmone azzurro, fui un cane, fui un cervo, un capriolo sulle montagne, fui un bastone e una vanga; per una anno e mezzo fui un trivello in una fucina. Fui anche un gallo bianco picchiettato, voglioso di galline. Fui finalmente un sasso, un cristallo.Poi fui trasformato di nuovo!Il ponte davanti era di burro fresco.Hanno corpi ben fatti e lisci, occhi simili a stelle azzurre, denti di puro cristallo, sottili labbra rosse. Ora somiglia ad un ritratto stinto; qua ancora vivo, là sbiadito.Amavo veder ondeggiare le ragazze di Weimar.Stanotte verso le due si udì un gran sospiro…e intanto i ceppi penetrano sempre più nei tuoi polsi e nei tuoi piedi.Una sera feci visita a miss Mendenhall per restituirle la lettera.Diffidavo delle loro ferrovie e dei loro telegrafi.Abiti a Becches, e non conosci le novità?Sempre ho visto che il fingersi tiepido porta fortuna.Dissimila e pazienta. Sono tantissimi i frammenti…Cyber è il pilota, il navigatore. Il timoniere. Alla ricerca di connessioni e informazioni. In una realtà forse illusoria. Stordito. Racconto. Meraviglia. Silenzio.

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