Michele Vaccari, Italian fiction: un estratto

 

tratto da Italian fiction
di Michele Vaccari

Guido Warrior deve pensare alla strada, a non spingere a bomba che altrimenti farsi sgamare per un eccesso di velocità è come presentarsi a Sanremo con un pezzo scritto da Faletti, alle macchine che ti sfidano l’orgoglio, all’Austria che tra un po’diventa Germania, alla nuova lingua che è un casino, il tedesco è un casino, fuori i monti sono spaventosi e infiniti, sulla destra Innsbruck città magica che se non lo sapessi ci vedrei bene i lumpa lumpa a viverci, un’enorme fabbrica di ciocco austroungarico altro che la merda Milka svizzera, a cos’altro, a cos’altro dovrei pensare si chiede Guido warrior?
“Alle pecore!” fa Antonio warrior a braccia aperte tipo Schillaci ipocrita a Italia 90.
“Ancora?”, fa Guido warrior annoiato, scazzato, lasciamo accendere la radio, voglio scordare che si sei tu, lei, questa ansia, tutto dentro un suo sbuffo da gnorri.
“No. Ti spiego. È che prima sono stato frettoloso, e allora… magari… tu pensavi che era una cazzata…”
“Lo penso ancora”.
“E fai bene! Perché io non mi sono spiegato bene. Ecco. È logico che tu creda che questa storia delle pecore sia una cazzata. Chiunque lo penserebbe. Cioè, saresti un genio se…”
“Allora? Mi stai facendo sbroccare, diocristo. Che cazzo volevi dire su ‘ste stronze pecore?”
“Le pecore sono stronze. Bravo. Proprio stronze. Perché ‘ste stronze pecore sono troppo più avanti di noi. Cioè, ascolta: prima ti avevo detto che le pecore cagano quando camminano. E fino qui, ok. Ma la grande figata sai qual è?”
Guido warrior si è fermato un attimo in una piazzola. Con le mani occupate sul volante non riesce a partirci molto bene su Antonio warrior.
“No, no: aspetta john! Poi se ho detto una cazzata mi gonfi come una mongolfiera. Ma adesso rispondimi: sai qual è la figata?”
Guido warrior non sbuffa neanche più. Guarda Antonio a dire hai trenta secondi. Sbrigati. Poi sei morto.
“Sei pronto?”
“Antonio, vaffanculo. Se non mi…”
“La figata è che sono gli unici esseri viventi che cagano mentre camminano, cioè gli unici che mentre camminano non hanno scatti nervosi, non fanno sforzi. Cagano. È naturale, capisci?”

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