Armando Tango, Salento’s movida (L’odore dell’estate): una recensione

Salento’s movida. Commedia noir nella terra del sole
di Rossano Astremo

Brooke, ragazza dalla bellezza esangue, sogno proibito di molti; Pachi, fotografo dalla moralità dubbia, che cerca di ripercorrere, nel suo piccolo, le gesta di Fabrizio Corona; Ivan, ragazzo semplice, con poche ambizioni, ma con la voglia massima di entrare a far parte del cast di una delle prossime edizioni del Grande Fratello; Massimo Bellardoni, giovane esponente di una famiglia leccese di commercialisti e avvocati, alla continua ricerca di emozioni forti; Anna Franci Bellardoni, moglie di Massimo, ex Miss Puglia, dalla bellezza non ancora sfiorita, in preda ad una depressione post-matrimoniale per nulla invidiabile; Ahmer Bebawi, proveniente direttamente dallo Zebal, con una delicata missione da compiere; Pappa, un brutto ceffo che somiglia in maniera impressionante ad Adriano Pappalardo, dalla forza, a volte, incontrollabile; Claudio Capece, un dj dal passato glorioso, con una ghiotta opportunità da sfruttare per tornare alla ribalta; Adriana Cristofalco, con un palazzo meraviglioso nel centro storico di Lecce ed una villa altrettanto desiderabile a Santa Maria di Leuca da custodire e riempire di vip per dare lustro al suo ego smisurato; Maurizio Costanzo e Maria De Filippi, graditi ospiti della villa di Leuca di Adriana; Federico Casardi, professore universitario che ha un conto in sospeso con il famoso conduttore con la camicia coi baffi.
Sono solo alcuni dei protagonisti di “Salento’s movida (L’odore dell’estate)”, romanzo di Armando Tango, pubblicato di recente dalla Glocal Editrice, ai quali va aggiunto l’oggetto misterioso, una pen drive a forma di paperino che contiene materiale scottante, la cui ricerca determina gli sviluppi e gli intrighi che prenderanno forma e sostanza all’interno delle pagine del libro. Il tutto si svolge nell’agosto del 2007, in una Lecce calda e afosa, avvolta da quella patina di disimpegno ed eleganza che si respira tra le vie del centro storico, con pub, ristoranti, bar e “tavolini sui marciapiedi e perfino sulla strada” a scandire il passare delle ore e l’ingarbugliarsi della vicenda. Sino all’epilogo della storia che avverrà nel suggestivo scenario di Santa Maria di Leuca.
Un romanzo brillante, che non tedia il lettore, ma lo costringe ad una concentrazione massima e costante, necessaria per reggere le fila della storia e per non perdere quei dettagli che potrebbero rivelarsi strategici per la comprensione della vicenda, costruito seguendo i criteri con i quali si realizzano le sceneggiature cinematografiche, che ricorda il modo di lavorare del collettivo di scrittori Wu Ming, ed in particolare, per lo stratificarsi rocambolesco delle vicende, il romanzo “Guerra agli umani” di Wu Ming 2.
Così come il recente “Italian fiction” di Michele Vaccari, anche “Salento’s movida” è un attacco frontale nei confronti del nostro Paese, che in questo caso utilizza il Salento come metonimia, la parte di un tutto in liquefazione, dove la moralità è parola priva di senso e corruzione, perversione e finzione (appaio quindi esisto) sono elementi senza i quali, in fondo, sei un perdente, destinato al più misero dei fallimenti.

Armando Tango (armando.tango@libero.it) è un nome fittizio. L’autore del romanzo è un giornalista di questo giornale, Teo Pepe, che utilizza lo pseudonimo da anni. All’idolatria contemporanea nei confronti dello scrittore si contrappone la forza della storia che deve bastare a se stessa.


Articolo apparso oggi sul “Nuovo Quotidiano di Puglia”

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