la mia prima poesia dell’anno

 

Mi accontento delle briciole, tu lo sai,
lascio le porzioni più gustose ai mai sazi
e affondo la lama nel centro delle idee
o, almeno, ci provo, ponderando le crisi.
Cerco gli spigoli che mi donano aperture,
godo del corpo perforato in azione
e non piango, non mi disfo nell’ombra
o, almeno, ci provo, balbettando la grazia.
Se tu mi guardassi riflesso su questa neve
saresti orgogliosa della mia debolezza,
invece la neve ti tiene lontana:
io cerco la luna e crollo supino.

r.a.

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