La poesia che chiude L’incanto delle macerie

 

Fuori piove: una corazza musicale

a scandire il respiro (un suono

che ricorda le tue danze). Come onde

contro il pietrisco così precipita

il tempo spezzandosi in once morte.

I nostri corpi perdurano

nel cambiarsi da materia in materia.

Tu posi sulla soglia in statuario profilo.

Nel sogno di te posso cullarmi.

Nella mente, nella sola mente.

Gli incensi bruciano:

un profumo esangue

s’impossessa dell’aria.

 

L’incanto delle macerie