Mariano Sabatini, Altri trucchi d’autore

Scrivere è faticoso?
di Rossano Astremo


Ho trovato davvero divertente la lettura di “Altri trucchi d’autore” di Mariano Sabatini, edito da Nutrimenti, seconda puntata del suo viaggio alla scoperta dei segreti dei grandi scrittori. In questo libro ci sono una cinquantina di interviste soprattutto a narratori italiani, da Genna alla Parrella, da Veronesi a Brizzi, da Montanari alla Santacroce, con qualche comparsata straniera, tra cui Cunningham, Deaver e Lansdale. Ho usato il termine divertente perché, scorrendo le varie interviste, ho notato che Sabatini ha fatto a gran parte degli scrittori le stesse domande, ed in particolar modo ha fatto delle domande a mio parere strambe, del tipo “I verbi ausiliari: aiuto o condanna?”. Cosa vuol dire? Cioè, come fai a scrivere senza utilizzare i verbi ausiliari. E soprattutto perché dovrebbero rappresentare una condanna. Tant’è che qualcuno si è un po’ innervosito. Così come molti hanno risposto a stento ad un’altra domanda, “Scrittori si diventa o si nasce?”, troppo marzulliana per sembrare vera. Così come altre che non mi hanno convinto, “Cosa pensa degli avverbi?”, “Sceglie le parole anche per il suono?”, “Su cosa si fonda il suo stile?”, “I suoi lettori chi sono?”, “Le parole che odia?”, e potrei continuare ancora. Ecco, questa non è una recensione. Più che altro è una riflessione. Io, in quanto giornalista, ad esempio, non avrei mai chiesto ad Isabella Santacroce “Per quali scrittori prova invidia?”, perché avrei scommesso un rene che lei avrebbe risposto così: “Per nessuno, i miei scrittori e poeti preferiti si sono tutti suicidati”.