Tirdad Zolghadr, Softcore

 

un estratto da Softcore

di Tirdad Zolghadr 

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Come stai, vecchia valigia? Eh? Non ti sei ancora sposato? Ti ci vedo proprio con la fidanzatina a casa… soprattutto credo che ti piacerebbe, nonostante il tuo carattere. Oppure sei al punto in cui l’erba del vicino sembra più verde e ti senti soffocare, annegare, non riesci a respirare, gli occhi e la mente vagano ovunque distratti, l’hai tradita, forse non ancora ma succederà, è successo, lei è italiana, lavora nel locale dove vai sempre in pausa pranzo. E’ iniziato tutto innocentemente, qualche occhiata fugace, una smorfia, poi prendi coraggio e le parli, vi scambiate il telefono. Quindi provi rimorso, come hai potuto farlo, chiedi a te stesso, spesso in momenti insoliti tipo mentre ti pulisci il culo dopo una bella cacata. La vostra storia non è durata molto, e ora ti sei buttato di petto in un flirt come farebbe qualsiasi altro maschio occidentale di sangue caldo. Ti sfotti da solo, ti fai le boccacce quando ti guardi allo specchio, sei un vero bastardo, sei un vero bastardo ma ti amo / mi amo. A parte gli scherzi, dimmi cos’hai combinato in questi giorni. Ora sono in Vietnam per una vacanza. Sono felice di avere tue notizie, figliolo. Tuo, come sempre, zio Tan.

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