Dante Virgili, Metodo della sopravvivenza (peQuod, 2008): un estratto

tratto da Metodo della sopravvivenza

di Dante Virgili

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Martedì, 17 luglio

Vuoi che ti sollazzi. Sì puttana. Ma non era una. Cosa devo fare. La carezza sodomitica. Inizia un vellicamento esitante. Più a fondo. La carezza si fa impegnativa. Non stancarti troia. Esplorava sempre più. Un sogno, no, un ricordo. Mi giro nel letto, la luce filtra. Le avevo promesso il brivido della prostituzione.Infilai nella borsetta un rotolo di banconote, lei la lingua. Quando smise mi abbracciò un’esperienza nuova. Prima di lasciarmi restituì il denaro. Mi alzo, le 6,è tardi. Pantaloncini e pantofole. Credo di essere pervertita sogno di essere pagata. E’ il desiderio inconscio di molte, spiegai, ma il denaro lo restituiscono di rado. Tutore e pupilla, prima o dopo, non ricordo. Il caffè, lo yogurt. Creavo un’atmosfera punitiva sono una ragazza indisciplinata devo essere punita con una sculacciata, dieci volte a voce alta. In poltrona ascoltavo con distacco. Il succo di pompelmo estratto dal frigo è gelido, attendo. L’attiravo sulle ginocchia, la denudavo alla vita. Dove mi punzecchi dove mi colpisci.