Rapporto di campo:una mia poesia

Gianni ha 65 anni, ne dimostra 80,
ha le mani che tremano, un bastone costoso,
sorseggia vino sbavandosi tutto,
ha pochi denti, un sorriso bambino,
la voglia smaniosa di raccontare:
della sua vita, delle sue donne,
delle sue disfatte, del suo dolore,
dei suoi lutti e del suo candore,
della sua testarda convinzione
di morire alle due del mattino.
Gianni mi offre antidoti contro l’insonnia,
roba da maschi, qui non dicibile,
poi si volta e ammira un culo:
ad ogni donna regala un ti amo.
Questa notte l’ho sognato.
Capovolto come un quadro di Baselitz
mi urlava: Bevo fino a star male!

Tremo se resto senza! Perdo sangue!
Qualcuno da qualche parte
piange la mia morte! Eppure respiro!
Il mio corpo vola in pezzi!
Eppure respiro! Respiro!

r.a.