Omissis: mio testo teatrale

 

(In questo periodo sto lavorando su un testo teatrale. Il titolo provvisorio è “Omissis”. Ho terminato la prima stesura. Ora la sto rivedendo. I protagonisti sono un soldato, una voce femminile fuori campo ed una bambola gonfiabile. Ve ne propongo un estratto)

 Omissis

di Rossano Astremo 

Scena 4 – Le prime rivelazioni

Il soldato è seduto sul divano. Indossa un paio di slip ed una t-shirt. Al suo fianco si trova una bambola gonfiabile, dalle curve prorompenti, acquistata per sostituire la moglie andata via.

SOLDATO: Missione di pace.
Missione di pace.
Missione di pace.
La chiamano missione di pace.
Eppure, eppure…

Allunga la mano tra le cosce della bambola, affonda le dita nella vagina fittizia. Una volta, due volte, tre volte. Poi il soldato si alza di scatto, si mette sull’attenti e parla con voce sostenuta.

SOLDATO: Eppure cosa c’è di pacifico nell’ammassare corpi di stranieri nudi, l’un sull’altro, come letame fetido, e fare simulare loro degli atti sessuali, come animali nell’atto della monta?
Io ho eseguito gli ordini.
Io ho solo eseguito gli ordini.
Io ho solo eseguito gli ordini.

 
Il soldato ritorna sul divano. Prende la bambola. Le divarica le gambe e la mette su di sé, le lecca i seni e parla con tono eccitato.

SOLDATO: Eppure cosa c’è di pacifico nell’aizzare un cane addestrato per uccidere, che non mangia da cinque giorni, contro uno straniero.
I denti canini affondano nella pelle dell’uomo.
Il terrore nei suoi occhi.
Il terrore.
Il terrore immenso come il mio cazzo che spinge contro il tuo corpo…

 
Il soldato si toglie gli slip e la t-shirt. La bambola è stesa sul divano. Lui ora è su di lei e la penetra. Inizia a muoversi con velocità crescente. I suoi gemiti sono gli ultimi suoni che riempiono la scena prima del crollo delle luci.