Roberto Cotroneo, Manuale di scrittura creativa (Castelvecchi, 2008), un estratto (?)

tratto da Manuale di scrittura creativa

di Roberto Cotroneo

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Lo stile

La domanda iniziale è questa: ognuno ha uno stile che deve assecondare? E soprattutto questo stile è come se fosse una sorta di patrimonio genetico da cui non si può prescindere? Credo che lo stile non faccia parte del patrimonio genetico di uno scrittore, ma al massimo dal patrimonio letterario. E’ difficile capire come succede che si scriva in un modo anziché in un altro. Ma con ogni probabilità il modo di scrivere è fortemente influenzato dalle letture che si sono fatte.

Lo stile è un frutto mimetico. Si forma con ogni probabilità nell’adolescenza e nella prima giovinezza, e spesso rimane sul fondo. E si forma con le letture cruciali della propria vita. E’ sicuramente vero che una persona, che ha passato molti anni a leggere solo autori francesi, tenda poi a riprodurre nei propri scritti quel modo di raccontare, e questo vale anche per chi ha letto soltanto autori inglesi, o magari russi. Ma è un meccanismo di tipo acritico, un gioco di imitazione. Come quando i bambini imitano il modo di parlare dei genitori, o utilizzano modi di dire degli amici. Succede anche in letteratura, ed è giusto che accada: si chiama influenza letteraria.