una poesia di Gioia Perrone

di Gioia Perrone

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Lasciamo che i nostri corpi seguano il destino dei corpi
e facciano la piccola guerra
tutte le parole cadranno domani come un buon autunno
per caso vedremo ancora luccicanti plastiche tra l’erba della strada
a dirci
che siamo gazze
a darci spunti di poesia.
Questo spirito dentro
a un tubetto non sta più nella pelle di uscire
questo amore umano senza delicatezze
ci esplode sui denti come un airbag.
Ora sembra quasi che il mio cervello voglia finalmente tacere
un moto nudo e muto, noto soltanto alla soglia del cielo:

arriva la voce
arriva come il vento nelle porte

ma noi non ascoltiamo più
lasciamo scivolare i calzini e le camicie
ci inoltriamo per una strada scoscesa.