una poesia di Stefano Lorefice

tratta da L’esperienza della pioggia

di Stefano Lorefice

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ci sono queste persone che corrono
una fermata, poi l’altra
che non ti basta il fiato
un corpo contro un altro corpo
con tutte le lingue, tutti gli accenti
di un popolo in fuga
perché qui l’amore è sotterraneo
e di fretta
servono altri biglietti, metrò più veloci
per uscirne vivi
io apro la bocca e la tengo ferma, forte
coi denti lì
a consumare la lingua
e me la mangio tutta
senza scuse
questa voglia di correre
con le mani in tasca, immobili
come se aspettare avesse addosso un viaggio
che solo lo sguardo pare allontanato