una poesia di Valerio Magrelli

da Nature e venature

di Valerio Magrelli

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Mi accarezzavo il viso
pensando fosse il suo
e ne sentivo i tratti,
i segni, i punti che guardavo
ogni momento quando la guardavo.
Per un attimo appena io
ero lei e mi sognavo mentre
pensavo a me. Dov’ero
adesso? In Tibet
i sacerdoti essiccano i cadaveri
e con le ossa fabbricano
flauti. Ma ora le mie ossa
erano sue. Con chi
dovrei suonare la mia nenia
funebre?