Elisabetta Liguori e Rossano Astremo, Tutto questo silenzio: un estratto dal nostro romanzo inedito

Tratto da “Tutto questo silenzio”

di Elisabetta Liguori e Rossano Astremo

Nella stanza di Paola, un pomeriggio come tanti altri

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Paola fluttua in un amnio di pensieri e sensazioni.

È immobile, stesa sul letto della sua piccola stanza, con le finestre socchiuse ed una morbida oscurità che si posa su tutti gli oggetti che soffocano lo spazio. Indossa una tuta rossa: felpa e pantalone con lunghe strisce bianche che le percorrono braccia e gambe. Ha nelle orecchie delle cuffie. Stringe nella mano sinistra un cd-walkman. I suoni cardiaci e struggenti dell’ultimo album dei Lali Puna si insinuano infiammati nella sua testa. Le dita della mano destra sfiorano la copertina di un romanzo: Gridare amore dal centro del mondo del giapponese Kioichi Katayama. Non riesce ad alzare nemmeno un dito. Le sembra di essersi trasformata in un corpo inutile, una sorta di cadavere. Paola nella sua immobilità è tormentata da visioni liquide.Tutte le schegge d’immagini che si creano e disfano nella sua mente riconducono a Roberto.

Roberto ha 18 anni. È un suo compagno di classe. Lo conosce da settembre, da quando Paola, dopo l’anno perso, è entrata a far parte della sua classe. Paola non ha voglia di studiare. Ragioneria, poi! Stenta a ricordare di chi sia stata la colpa di una simile scelta. La madre, il padre, o solo un suo errore adolescenziale dettato dalla voglia di non separarsi da Miriam, la sua amichetta del cuore. Ora Miriam è solo un indistinto ricordo. Roberto non è bello, anzi. È alto, molto magro, con capelli lunghi che invadono sempre la zona degli occhi. Ha un naso con la punta proiettata verso il basso, come se volesse ricongiungersi con la forma simmetrica delle labbra. Il suo viso è coperto da una peluria sfibrata, una barba post-adolescenziale che fa molto uomo vissuto. Indossa sempre jeans e maglioni di lana. A pensarci bene, indossa sempre lo stesso jeans e lo stesso maglione di lana. Quello che Paola adora è il suo modo di parlare. Le parole escono dalla sua bocca con una lentezza chirurgica, come se ogni suono fosse l’ultimo possibile. Il tono della sua voce è trascinante. Paola resterebbe ad ascoltare i suoi discorsi per giornate intere, arenata ai suoi piedi come una serva al suo padrone. Un’immagine poco dignitosa, davvero, ma è proprio a questo che Paola pensa mentre custodisce con premurosa attenzione i doni ricevuti da lui oggi a scuola.

Questo è l’ultimo dei Lali Puna. Rispetto agli album precedenti questo è un pop più suonato, con tanto di batterie e chitarre deflagranti. È masterizzato, ma spero che ti piaccia.

Paola prende il cd dalle mani di Roberto. Lo guarda così come si fissa la crepa di un soffitto.

E poi, visto che ti piace tanto Banana Yoshimoto, ho pensato che questo potrebbe interessarti.

Le porge il libro.

è giapponese anche lui. È il romanzo più venduto di tutti i tempi in Giappone.

Ritornata a casa, dopo una giornata scolastica non degna di nota, con due interrogazioni disastrose in Inglese e Matematica, Paola si chiude nella sua stanza immergendosi nella lettura del romanzo, con i Lali Puna come colonna sonora.Paola non è una lettrice onnivora. È vero. È una patita di Banana Yoshimoto. Di lei ama la capacità di descrivere con parole di una spiazzante semplicità il dolore che s’innerva nella vita di ogni uomo. Il libro che Roberto le ha donato scorre veloce. Racconta la storia di Sakutaro e Aki, che si incontrano la prima volta quando hanno dodici anni e che frequentano la stessa classe. Condividono i piccoli grandi doveri della scuola. Si vedono tutti i giorni, tornano a casa assieme. Ognuno è parte della vita quotidiana dell’altro. Finché un giorno Sakuturo vede Aki con altri occhi: non più semplice amica, ma giovane donna, bella e intensa, e si accorge che la loro familiarità si è evoluta, divenendo passione pura e assoluta. Ora il libro giace sotto la sua mano destra.

La musica cessa di suonare.

Non le viene di alzare nemmeno un dito. Se avesse un iPod la musica scorrerebbe per ore senza cessare d’improvviso. Ciò che non sopporta degli mp3 è il loro carattere aleatorio, la loro immaterialità, il loro peso inconsistente: del cd ama l’argentea sfumatura che riflessa al sole genera i colori dell’arcobaleno. In questo momento, però, ciò che la tormenta è sapere quale valore dare alle parole che si susseguono nelle pagine del romanzo di Katayama. Lei ha tra le mani un romanzo d’amore. Non un romanzo d’amore qualsiasi. La storia si apre con Sakutaro che sta andando in Australia. Non una semplice gita. Porta con sé le ceneri di Aki, primo suo indimenticabile amore, morta di leucemia a soli diciassette anni. Poi i flashback che riportano al loro primo incontro. Il succo della questione non va ricercato nella drammatica scomparsa di Aki, almeno è questo che pensa Paola, ma nel cambiamento subito da Sakuturo da un giorno all’altro. Sakuturo vede Aki con altri occhi. Paola non può fare a meno di paragonare Sakuturo a Roberto e lei ad Aki. E se Roberto stesse cercando di dirle attraverso il libro che l’amicizia nata in questi mesi non gli basta più?