Come Ungaretti scrivo una poesia nel giorno del mio compleanno

Prima di sparire

mi recherò nel bar che

in questi mesi ha dato

sfogo ai miei vizi

e berrò una sambuca

seduto attorno ad un tavolino

dalla forma tonda, dal color argento,

e leggerò ad alta voce alcuni

versi di Amelia Rosselli:

“Il lutto rima a nulla! Era per te

che cadevo e rinascevo.

Questa miseria e questa

canzone sono morti”.

Prima di sparire

pubblicherò un annuncio

sul blog che ho curato

in questi cinque anni:

“Le trasmissioni sono interrotte

e non è detto che riprenderanno”.

Prima di sparire

chiamerò mia madre,

le detterò l’indirizzo al quale

potrà inviare le sue lettere,

la pregherò di non comunicarlo a nessuno,

la ringrazierò per tutto l’amore datomi

e la congederò con la promessa

di essere con lei nel giorno

del festeggiamento del suo

sessantesimo compleanno:

“Ci ritroveremo e tutto sarà meno infernale”.

Prima di sparire

farò una doccia della durata

di due ore, nella quale canterò

con tutta la forza concessami

i pezzi che hanno scandito

le tappe progressive di

questo mio recente percorso di vita:

“Chiunque starà con me
d’ora in poi
dovrà avere qualcosa di te
che ora vivi lontana”.

Prima di sparire

andrò dalla donna che amo,

le accarezzerò i capelli,

sfiorerò il bianco angelico

che copre una zona del suo teschio,

poi mi volterò senza proferire parola,

come milioni di altre volte

ci doneremo le spalle,

allontaneremo in progressione i nostri corpi:

“Così i bambini giocano

a non ridere per primi

guardandosi negli occhi

e alcuni sono così bravi

che diventano tristi

per la vita intera”.

r.a.

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